Entrano nell’Euro da soli 7 mesi con grande Euforia e sono già alla Canna del Gas : come accadde alla Croazia, anche la Bulgaria diventa vittima dell'Euro stesso !

 

Bulgaria, 7 mesi di euro e già deve fare austerità. Inflazione alta e conti in crisi!!!

È in procedura d’infrazione: Sofia sta seguendo (di corsa) la via già percorsa dai Paesi periferici della moneta unica.

La sostanza è che anche la Bulgaria, entrata a far parte della moneta unica soltanto dal primo gennaio, sembra avviata verso un percorso molto simile a quello di altre economie che l’hanno preceduta nell’adesione all’euro e che segue quasi sempre lo stesso copione.

Nella prima fase l’ingresso nella moneta unica viene salutato come un successo indiscutibile: il costo della raccolta bancaria si riduce, si spalanca l’accesso diretto alla liquidità della Bce, la fiducia dei mercati finanziari si consolida.

Ma e' solo la quiete prima della tempesta perfetta !!!!!

Ne consegue un’espansione del credito che si riversa sulla domanda interna, alimentando crescita e consumi, non di rado accompagnata da comportamenti opportunistici di alcuni settori che, al cambio di valuta, approfittano per alzare i prezzi ben oltre la semplice conversione aritmetica.

Si apre così una fase di divergenza tra l’inflazione del Paese entrante e quella media dell’Eurozona, che va costantemente aumentando.

Il Paese, con prezzi sempre più elevati rispetto ai partner commerciali, perde progressivamente competitività: le importazioni crescono, le esportazioni arrancano, il saldo con l’estero peggiora e, con esso, si accumulano più rapidamente passività nei confronti del resto del mondo, passività che a loro volta generano interessi e redditi da pagare all’estero, deteriorando ulteriormente il conto delle partite correnti.

Si arriva quindi, inevitabilmente, al momento della correzione macroeconomica, quello in cui si ripetono le solite formule sul “mettere in ordine i conti” e “fare le riforme”, che nella sostanza significano comprimere la domanda interna, principalmente attraverso un taglio reale dei salari, fino a riportare il saldo con l’estero in attivo e la dinamica dei prezzi in linea con la media della zona euro, se non sotto.

Questo dimostra come l'ingresso nell'euro produca un indebitamento crescente senza piu' possibilita' di ripresa, come gia' successo, alla Grecia, all' Italia, alla Croazia, ma un po' a tutti i Paesi che hanno erroneamente fatto questo passo.....Continua su Articolo Originale...

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