Per decenni il web si è retto su un patto semplice: i motori di ricerca indicizzano informazioni da una miriade di siti e, in cambio, rimandano a quei siti traffico prezioso.
Questo equilibrio però si sta incrinando. Sempre più utenti ottengono ciò che cercano direttamente sulla pagina dei risultati della ricerca o all’interno di un’interfaccia conversazionale senza essere spinti a visualizzare le pagine dei siti o blog. Senza cliccare altrove insomma.
In passato, a una domanda seguiva un clic su un blog o un sito di news. E' tutto finito adesso.
Oggi Google, grazie alla sua IA, fornisce in pochi istanti un breve riassunto delle fonti. È il fenomeno “zero-click”, esploso con l’avvento dell’intelligenza artificiale generativa.
Nel 2023 Google ha introdotto gli AI Overview. Si tratta di una sintesi immediata dell’argomento cercato, elaborata dall’IA e mostrata in cima alla pagina.
Solo dopo arriva il tradizionale elenco di link blu. Poiché la risposta è già pronta e in posizione dominante, l’utente raramente sente il bisogno di cliccare sui siti citati.
Un anno dopo Google ha iniziato a testare AI Mode, una nuova modalità che sostituisce la classica pagina di ricerca. Gli algoritmi prendono la domanda, la smontano, avviano più interrogazioni in parallelo e restituiscono una risposta già confezionata, corredata di fonti.
Tutto accade senza scorrere l’usuale elenco di risultati.
È come se il motore di ricerca non si limitasse più a mostrare i libri sugli scaffali: ora è in grado di leggerli e di trattenere i lettori mentre li racconta.
Le visite dei siti e dei blog cosi' pero' si riducono fino ad azzerarsi.
E il rischio non è solo statistico, ma economico. Se il traffico crolla, il modello di business basato sulla pubblicità (i classici banner come Google AdSense) smette di funzionare...Continua su Articiolo Originale...

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