La variante Delta sul barcone sbarca a Lampedusa: contagiato un carabiniere di 41 anni

Di – L’epidemia in Italia sta rallentando, il Paese ha finalmente la possibilità di prendere una boccata d’ossigeno dopo l’autunno, la primavera e l’estate trascorsi con forti restrizioni. Ora, però, è piombata anche sull’Italia l’incognita della variante Delta, una mutazione del virus Sars-Cov-2 ad alta contagiosità. È la responsabile del nuovo incremento dei contagi nel Regno Unito, dell’enorme focolaio in Spagna e si sta rapidamente diffondendo anche nel nostro Paese.

Prudenza vorrebbe che si limitasse l’ingresso in Italia dai Paesi a maggior rischio epidemico, come sottolineato dal ministero della Salute, ma illegalmente arrivano quotidianamente centinaia di migranti a Lampedusa, dove un carabiniere in servizio è stato contagiato dalla variante Delta. Il militare, 41 anni, ha prestato servizio sull’isola nei giorni passati e poi è tornato a Palermo ed è qui che ha sviluppato i primi sintomi. Già quando è atterrato all’aeroporto del capoluogo siciliano, il carabiniere aveva qualche linea di febbre, che ha suggerito l’effettuazione del tampone, risultato poi positivo.

Sequenziato, il suo tampone ha rilevato il contagio da variante Delta del coronavirus. Ora il carabiniere si trova in isolamento al Covid Hotel San Paolo ma potrebbe a breve essere trasferito all’ospedale Cervello. Come da prassi, l’Asp ha ricostruito gli spostamenti dell’uomo, appurando che il carabiniere è partito lo scorso 22 giugno da Lampedusa, dove è stato impiegato nel servizio di assistenza ai migranti. Ha fatto il suo ritorno a Palermo con un volo di linea sul quale viaggiavano altri passeggeri, ora attenzionati dall’Asp.

Anche i commilitoni del carabiniere contagiato sono stati contattati dall’Asp. Per 10 di loro è scattata la quarantena. Dalle prime informazioni pare che il carabiniere che è stato contagiato non avesse ancora ricevuto il vaccino. Con il militare salgono a 8 i casi di variante Delta a Palermo. In tutta l’isola se ne contano al momento 31 e di questi quasi la metà, ossia 14, sono migranti. Nessuno di loro pare abbia contratto la mutazione del Sars-Cov-2 sull’isola ma si tratta al momento di casi importati.

C’è sdegno per quanto sta accadendo in Sicilia e lo esprime Maurizio Senise, segretario regionale del sindacato Coisp: “Non può più tollerarsi questo gioco al massacro nei confronti delle forze dell’ordine sottoposte, quotidianamente, a gravi rischi per la salute senza che vengano predisposte, nei loro confronti, tutte le necessarie tutele sanitarie“. Senise, quindi, chiede “maggiore rispetto nello svolgimento delle missioni“, anche perché, come sottolinea il segretario Coisp, “basti pensare che il personale delle Forze dell’ordine presente sull’isola di Lampedusa è alloggiato in camere doppie in barba ad ogni norma che regolamenta il distanziamento sociale“.

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