Vince ancora il “sequestratore” Speranza: italiani rinchiusi fino al 30 aprile. Pasqua in zona rossa. Ira dei sindaci

Di Adolfo Spezzaferro – Roma, 1 apr – Italia chiusa da dopo Pasqua fino al 30 aprile: passa la linea del rigore di Speranza e degli altri ministri giallofucsia, nel nuovo decreto spariscono le zone gialle. Il pacchetto di divieti e restrizioni per contrastare la pandemia è stato approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Le misure sono valide dal 7 al 30 aprile ma il testo non è stato ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale. In sostanza, abolita per decreto la zona gialla, si torna in classe fino alla prima media e i governatori non potranno più chiudere le scuole. Altre novità: scudo penale per i medici che vaccinano e obbligo di vaccino per gli operatori sanitari.

Il nuovo decreto: Italia chiusa per un mese dopo la zona rossa a Pasqua e Pasquetta

Alla fine dunque il premier Mario Draghi sposa la linea del rigore e dice no alla Lega e a Forza Italia (nonché ai tanti governatori di centrodestra). Dal canto suo, Matteo Salvinidopo aver attaccato Speranza, su Twitter afferma – a dispetto di quello che dice il decreto – che “dopo Pasqua, il ritorno alla vita e al lavoro nelle zone sicure sarà realtà“. In verità con il nuovo decreto tutta l’Italia rimane in zona rossa o arancione. Anche se la norma prevede deroghe per le regioni virtuose insieme alle riaperture legate ai vaccini. E’ il “contentino” dato a Lega e FI.

Il “contentino” dato a Lega e FI (ma solo dal 20 aprile in poi)

“In ragione dell’andamento dell’epidemia, nonché dello stato di attuazione del Piano strategico nazionale, con particolare riferimento alle persone anziane e alle persone fragili, con deliberazione del Consiglio dei ministri, sono possibili determinazioni in deroga al primo periodo e possono essere modificate le misure stabilite dal provvedimento”. Così recita il decreto. In sostanza, dal 20 aprile in poi e non prima, se i numeri lo permetteranno potranno riaprire bar e ristoranti a pranzo. La decisione manda su tutte le furie anche i sindaci, che speravano nelle riaperture, inviperiti peraltro dal fatto di non essere stati consultati.

Per il resto, rimane il divieto di spostamento tra regioni, il coprifuoco dalle 22 alle 5, il divieto di far visita a parenti e amici in zona rossa (dopo la deroga del fine settimana di Pasqua). Arrivano poi lo scudo penale per i medici che si occupano del vaccino e soprattutto l’obbligo vaccinale per il personale sanitario e di farmacia, come stabilito dal ministro della Giustizia Marta Cartabia.

Obbligo di vaccino per operatori sanitari, pena la sospensione dal lavoro

Medici, infermieri e farmacisti sono obbligati a sottoporsi a vaccinazione gratuita. La regione è obbligata a trasmettere alle Asl i nominativi dei soggetti che non risultano vaccinati. Entro cinque giorni l’interessato deve presentare la documentazione poi scatta “la sospensione dal diritto di svolgere prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali“. In pratica, la sospensione dal lavoro. Quando non è possibile tornare in servizio, “non è dovuta la retribuzione, altro compenso o emolumento, comunque denominato fino al completamento del piano vaccinale nazionale e non oltre il 31 dicembre 2021″. Un deterrente, la sospensione dello stipendio, che dovrebbe convincere i cosiddetti no vax.

Scuola, si torna in presenza fino alla prima media anche in zona rossa

In tutta Italia (anche in zona rossa) tornano in presenza le scuole fino alla prima media, governatori e sindaci non potranno chiuderle. A meno che un territorio venga a trovarsi in situazioni di particolare gravità, come per esempio un’impennata dei contagi causata da una variante del virus. In zona rossa gli alunni dalla seconda media in su dovranno seguire la didattica a distanza. Invece in zona arancione “il secondo e terzo anno della scuola secondaria di primo grado si svolgono integralmente in presenza e le secondarie di secondo grado garantiscono l’attività in presenza dal 50 al 75%”.

Ecco le nuove regole dal 7 al 30 aprile

Vediamo dunque quali sono le regole in vigore dal 7 al 30 aprile. Spostamenti in entrata e uscita da regioni e province autonome vietati in tutto il Paese. Bar e ristoranti, cinema e teatri, palestre e piscine chiusi. Niente visite a parenti e amici in zona rossa e possibili in zona arancione all’interno della regione una sola volta al giorno e in un massimo di due persone (con minori di 14 anni o soggetti non autosufficienti al seguito).

Adolfo Spezzaferro

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