Attentato contro gli italiani in Congo, l’imbarazzante Di Maio difende la Farnesina: “Avevano le auto blindate” (Video)

Di Robert Perdicchi – I feretri dell’ambasciatore italiano in Congo Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci, uccisi in Congo durante un agguato, sono arrivati ieri sera a Ciampino a bordo di un volo di Stato. Ad accogliere le bare dei due connazionali uccisi in un agguato, il presidente del Consiglio Mario Draghi, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e il ministro della Difesa Lorenzo Guerini.

Dovrebbero essere svolte oggi le autopsie sui corpi dei nostri connazionali, mentre i funerali dell’ambasciatore si dovrebbero celebrare giovedì mattina alle 9.45 a Roma, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri. La salma sarà poi trasferita a Limbiate, dove ci sarà una camera ardente in Comune, e, sabato, una cerimonia funebre. Con Attanasio e Iacovacci è morto anche Mustapha Milambo, autista del Programma alimentare mondiale.

Le indagini sul massacro delle tre persone

E’ il “Fatto Quotidiano” a fornire una versione diversa sulla possibile dinamica della vicenda, parlando di possibile “fuoco amico” sull’uccisione dell’ambasciatore italiano, Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e dell’autista congolese Mustapha Milambo. “Gli investigatori del Ros, in missione a Kinshasa, intendono acquisire informazioni sulle armi in dotazione ai ranger che difendono il parco nazionale di Virunga, intervenuti subito dopo l’attacco al convoglio del Pam lungo la strada tra Goma e Rutshuru, nella provincia del Nord Kivu, martoriata dalla presenza di milizie etniche, criminali e jihadiste, ma ritenuta percorribile senza scorta dalle Nazioni Unite. L’analisi delle armi dei ranger sarà utile per capire se è stato uno dei loro proiettili a colpire gli italiani. Il governo della RDc ha la sua versione: i due italiani sono stati uccisi dai loro rapitori, armati con “cinque kalashnikov e un machete”, scrive il quotidiano diretto da Marco Travaglio.

Di Maio ricostruisce l’agguato in Congo di Attanasio e Iacovacci

Una versione smentita però dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che ha relazionato alla Camera sulla strage del Congo. “L’ambasciatore italiano nella Repubblica democratica del Congo, Luca Attanasio, e il carabiniere Vittorio Iacovacci, morti nell’agguato di due giorni fa insieme all’autista Mustapha Milambo sono stati vittima di un vile agguato, che ha stroncato le loro giovani vite e sconvolto quelle dei loro cari. Gli aggressori hanno sparato dopo aver ricevuto l’intimazione a gettare le armi dai Rangers”. Dunque, non si tratterebbe di fuoco amico.  Secondo Di Maio l’ambasciata italiana aveva a disposizione due auto blindate, ma non si comprende se fossero in uso quella mattina della strage.

“E’ stato straziante ieri sera accogliere, al fianco del presidente Draghi e dei familiari, le salme dei nostri due connazionali, vittime del vile agguato che ha stroncato le loro giovani vite e sconvolto quelle dei loro cari. Un ritorno a casa tragico, che ci riempie angoscia” ha detto  il ministro degli Esteri, con un discorso concluso nell’applauso commosso della Camera.

I duecento carabinieri impegnati all’estero

Secondo quanto riferisce Libero, sono 201 i militari della seconda brigata in servizio all’estero. “Di questi, 151 sono impegnati nei “dispositivi di protezione” delle rappresentanze diplomatiche italiane considerate più a rischio. Un elenco che comprende – oltre al Congo – anche le sedi in Afghanistan, Arabia Saudita, Egitto, Iraq, Israele, Libano, Libia, Pakistan, Somalia, Sri Lanka, Venezuela e Usa. Iacovacci, prima di partire per l’Africa, nel 2018 aveva frequentato un corso di formazione specifico, finalizzato proprio ai militari destinati al servizio di scorta del personale diplomatico.

Leggi la notizia su Il Secolo D’Italia

L'articolo Attentato contro gli italiani in Congo, l’imbarazzante Di Maio difende la Farnesina: “Avevano le auto blindate” (Video) proviene da Rassegne Italia.