Covid e Vaccini, il Vittimismo dei Tele-Virologi Non merita ascolto: folgorati dai loro Insuccessi, non vogliono tornare nell'Ombra in attesa di una Norimberga!

 

Irridevano, minacciavano, umiliavano. Si credevano infallibili e onniscienti. Adesso temono una Norimberga, ma non rinunciano alla solita arroganza. Motivata da che, se le hanno sbagliate tutte, se erano solo personaggi in cerca di un partito?

Una Norimberga è ancora una prospettiva garantista a fronte di quello che hanno combinato questi: ce le ricordiamo le menzogne, gli insulti, le intimidazioni, “cani, maiali, topi, dovete stare chiusi in trappola, morirete tutti, non dovete vivere, non dovete curarvi, pagherete tutto”? E ancora: “Via, chiusi nello stanzino, non siete degni di esistere, non fate parte della società, ritardati, sottouomini, meritate l'estinzione”. 

Da queste sottospecie di scienziati è sgorgata la schiuma, i loro toni sono saliti a livello di caccia all'uomo, di nazismo genetico, la loro smania di controllo è arrivata ad eccessi preoccupanti, il loro narcisismo a proporzioni vergognose. Ma dopo la vergogna, c'è il patetico.

Gli insulti di Burioni, che più si vaccina e più si contagia, e non lo sfiora sospetto, e dimostra 95 anni, sono troppi anche per farci un libro; Pregliasco, quello che teme Norimberga ma, inchiodato da “la Verità”, rendeva problematiche le cure ai “novax” nelle sue strutture sanitarie, arrivò a disciplinare i rapporti sessuali per tipologia, posizione, tempistiche; Crisanti, eletto col PD dopo lunghissima preparazione, impediva ai bambini di cantare insieme all'ora di musica; Galli, per diretta ammissione eterno sessantottino, metteva un sovrappiù di disprezzo e di cinismo ad ogni dichiarazione; Capua, dalla Florida, alla modica tariffa (“fee”, in inglese, che fa più fino) di 2000 euro + iva per 10 minuti di collegamento, gettava allarmismo a manciate; Lopalco, assessore in carriera in Puglia, postava video del pupazzo di Trump decapitato, preso a mazzate; Viola, tra una posa fatale e l'altra, si fiondava con Zan e finiva a discettare di gender, cambiamenti climatici, legittimità politica e ricette culinarie; Bassetti, tra una copertina e una passerella, in chiara bagarrrrre con Burioni, cambiava più orientamenti che shampoo, più avance politiche che pubblicazioni scientifiche; Abrignani, quello a capo del leggendario CTS, sbracava in profezie tanto micidiali quanto puntualmente scentrate.

Tutti impancati a vestali della scienza, ma di scienza lì ce n'era poca, di propaganda troppa, di arroganza sinistra a non finire: tutti per il lockdown, il controllo integrale, l'imposizione delle maschere, del greenpass, la derisione verso i cittadini degradati in sudditi, la tracotanza di chi le misure concentrazionarie le imponeva ma non le subiva.

Fino a che la resa dei conti, biblicamente, è arrivata, tutte le fandonie sono cadute come foglie di settembre, le miserie di questi succedanei, con un indice di credibilità infimo a livello internazionale, sono salite a galla e i sudditi, tornati un po' cittadini, hanno chiesto il conto.

Norimberga? Poco, troppo poco. Perché, e qui sta il punto, si può anche sorvolare sull'arroganza della cialtronaggine, ma non sulla tragedia dell'incompetenza...Continua su Articolo Originale...

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