Giulia, Arianna e Majda, 3 adolescenti morte poche ore dopo il vaccino: la Procura apre un’inchiesta

Di Miriam Gualandi – Potrebbe servire tempo, chissà quanto, per capire se dietro alla morte di Giulia, Arianna e Majda ci sia una tragica fatalità, malasanità oppure l’inoculazione frettolosa di un farmaco sperimentale senza dovuti controlli e accertamenti. 

Ma andiamo con ordine. E’ il 9 settembre quando un pomeriggio come tanti a Bastiglia, in provincia di Modena, si trasforma in un incubo. Giulia ha 16 anni, tanti sogni, tutta una vita davanti. Una vita che però può vivere solo a metà, viste le restrizioni imposte a chi non è vaccinato. Pur non essendo del tutto convinta e in vista del rientro a scuola la ragazzina si vaccina. Prima dose, tutto bene. Seconda dose, dolori al braccio.

Sedici ore dopo, la morteA nulla sono valsi i tentativi di rianimazioni effettuati prima dalla madre, che l’ha trovata priva di sensi sul divano, e poi dal 118. Sono stati i genitori della ragazza a richiedere che si facesse luce su un ipotetico nesso con la vaccinazione: stando a quanto riportato da Modena Today, infatti, la Procura non aveva ravvisato gli estremi per l’apertura di un’indagine. L’esame autoptico è stato eseguito, ma i tempi per una valutazione accurata potrebbero essere lunghi… E, come riporta sempre Modena Today,  l’Ausl “tenderebbe ad escludere una correlazione, come dichiarato nei giorni scorsi dallo stesso Dg Antonio Brambilla”. Eppure il dubbio è più che lecito, visto che il decesso è avvenuto neanche 24 ore dopo la somministrazione del vaccino.

Se non basta un caso, allora cambiamo regione, andiamo a Bari, dove il 13 settembre nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale pediatrico a perdere la vita è Majda, 14 anni, dopo 26 giorni di coma. Anche lei, 48 ore dopo la somministrazione della seconda dose di vaccino. L’autopsia è stata eseguita lo scorso 26 settembre ma per capire se il decesso sia correlato alla vaccinazione ci vorranno non meno di 90 giorni.  Al momento nel registro degli indagati sono finiti il medico vaccinatore e i due che  hanno sottoposto la 14enne ad accertamenti nell’ospedale di Tricase, a Lecce, in seguito ai primi malesseri. L’ipotesi di reato è omicidio colposo in ambito sanitario. Subito dopo la seconda dose, la ragazzina ha cominciato ad accusare dolori all’occhio e un gonfiore alla palpebra destra. Da lì il ricovero a Lecce, dove è stata sottoposta a una TAC che avrebbe riscontrato una forma tumorale alla parte occipitale. Non c’è stato tempo per altri accertamenti, perché a quel punto Majda è entrata in coma ed è stata trasferita all’ospedale di Bari, dove le è stata diagnosticata una forma di meningite. Anche in questo caso l’inchiesta è stata aperta dopo un esposto denuncia presentato dai familiari.

Non finisce qui. La sera del primo ottobre ad arrivare al pronto soccorso dell’ospedale di Lecce è Arianna, 13 anni. Ha avuto un malore in casa ma la corsa in ospedale non è servita a nulla. Anche lei aveva ricevuto la seconda dose di vaccino poche ore prima. Proprio per questa vicinanza temporale, è stato aperto un fascicolo d’indagine, al momento a carico di ignoti con l’accusa di omicidio colposo, ed è stata disposta l’autopsia.

In queste terribili vicende tre cose sono chiare: Giulia soffriva dalla nascita di un “prolasso mitrale valvolare”, con cui però sembra convivesse senza problemi. Nessuno le aveva sconsigliato la vaccinazione. Arianna era affetta da una patologia cardiaca congenita e da tempo era in cura presso un centro specializzato in Nord Italia. Tutte e tre le ragazze sono state vaccinate con Pfizer e hanno accusato sintomi, poi rivelatisi mortali, poche ore dopo la somministrazione della seconda dose.

Come è possibile che a due ragazze che soffrivano di patologie del cuore sia stato somministrato il vaccino Pfizer, che tra gli effetti avversi conta l’insorgenza di miocarditi e pericarditi, come è ampiamente documentato? Avanzare l’ipotesi di una correlazione tra morte e vaccino è un atteggiamento tipicamente “no vax”, dicono: ma forse si tratta solo di buon senso visto che, mentre aspettiamo i lunghissimi tempi degli accertamenti, centinaia di migliaia di ragazzini continuano a ricevere dosi di vaccino.

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