È la democrazia contro la dittatura Draghi: i Portuali si prendono la responsabilità di salvare lo Stato Italiano

Di Francesco Capo – Inizierà domani mattina alle ore 7 (presso il varco n.4, Molo VII) il blocco delle operazioni nel porto di Trieste annunciato dai lavoratori contrari al green pass, il lasciapassare con codice QR che il governo Draghi ha voluto rendere necessario per entrare nei luoghi di lavoro. Il governo nei giorni scorsi ha offerto ai portuali tamponi gratuiti, ma l’offerta è stata rispedita al mittente.

I portuali triestini finiranno i blocchi soltanto quando il green pass sarà ritirato per tutti i lavoratori italiani.Prima la discriminazione tra vaccinati e non, ora tra chi avrà il tampone gratuito e chi a pagamento”, hanno scritto i portuali nell’ultimo comunicato del 14 ottobre. Questo ci sembra inammissibile e assolutamente una manovra per continuare a mettere i lavoratori uno contro l’altro”.

La Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali ha definito come illegittimo lo sciopero di sei giorni indetto dai sindacati FISI e Confsafi, a cui il Comitato dei portuali di Trieste ha aderito. Anche questa accusa è stata respinta al mittente dai portuali di Trieste: crediamo che qui il Governo lanci un chiaro messaggio: siamo in dittatura e si fa come vogliamo noi”.

Noi siamo convinti di essere in democrazia”, hanno risposto i portuali. “La democrazia vincerà”, è la conclusione del comunicato stampa. Alla protesta di Trieste si sono aggiunti anche altri porti italiani, tra cui in particolare NapoliLivornoGioia Tauro e Genova. A incrociare le braccia sarà addirittura anche il sindacato dell’aeronautica militare, che ha annunciato uno storico sit-in, il primo della loro storia, a Sigonella, in Sicilia.

Secondo le indiscrezioni i portuali triestini a non possedere la carta verde sono circa il 45%, ma anche quelli tra di loro vaccinati sono solidali e in prima linea nella protesta, come Stefano Puzzer, il portavoce del Comitato dei lavoratori del porto di Trieste. “Se solo uno di noi dovesse restare fuori per causa del green pass, resteremo tutti fuori e bloccheremo il porto, hanno scritto.

Il motivo della loro protesta è proprio il green pass, uno strumento che ritengono incostituzionale perché non è possibile limitare il diritto al lavoro, al possesso e all’esibizione di una tessera. Sui social è divenuto popolare uno slogan che recita così: “operatori portuali con la terza media fanno più di venti costituzionalisti“. Il blocco delle operazioni nei principali porti italiani potrebbe portare a scarsità di merci e a un aumento dei prezzi prodotti e delle materie prime. Trieste è uno dei principali scali europei da cui arriva il petrolio dall’Asia, è infatti definito come uno degli Energy point più importanti per l’Italia.

Nei prossimi giorni i portuali di Trieste, che si sono presi la responsabilità di salvare la democrazia italiana o quello che ne resta, potrebbero essere accusati dalla narrazione dominante della possibile crisi energetica, occorre essere vicini a loro e alla coraggiosa lotta che hanno deciso di intraprendere per tutto il popolo italiano.

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