Green Pass, a Prato i professori denunciano i presidi: “Diffida per oltraggio alla libertà”

Di Maria Lardara – PRATO. Un rientro a scuola a colpi di diffide, lettere intimidatorie, persino tre denunce in quattro scuole così come vengono confermate dai carabinieri. Tutto si aspettava Paola Toccafondi, preside dell’istituto comprensivo Malaparte, fuorché dover ricevere la visita della polizia municipale e sentire al telefono i carabinieri.

Le forze dell’ordine erano state chiamate da due docenti delle scuole medie senza Green pass ai quali per legge è stato interdetto l’ingresso sul luogo di lavoro. Come se non bastasse, la dirigente scolastica ha ricevuto da questi insegnanti due lettere di diffida perché ci pensi due volte prima di impedire l’accesso nei locali nella scuola.

Ma la preside non ha fatto altro che applicare la normativa che vieta l’ingresso a chi non ha il certificato fino alla sospensione senza stipendio dopo cinque giorni di assenza. «Nella diffida mi si accusa di oltraggio alla libertà e di aver messo i docenti in condizione di esibire dati personali in un luogo pubblico – racconta la preside Toccafondi – È stato spiacevole dover lasciare il collegio docenti in corso. Sono amareggiata: il cerino rimane sempre in mano a noi dirigenti».

Ma la legge è dalla parte della preside che ha dovuto così perdere metà mattinata tra discussione, colloquio telefonico con i carabinieri e deposizione da lasciare alla polizia municipale intervenuta. In questo momento le due prof “irriducibili” si trovano a casa. Intanto alcuni dirigenti scolastici pratesi stanno ricevendo delle lettere intimidatorie scritte da avvocati, tutte uguali, in cui si annunciano azioni legali perché si ritiene che non siano stati rispettati i diritti individuali.

Bisogna dire che si tratta di una minoranza agguerrita e isolata perché il grosso del personale scolastico sta dimostrando senso civico aderendo alla campagna vaccinale. Ma si può entrare con il Green pass a scuola anche con un tampone che va ripetuto ogni 48 ore. Questo ha fatto la docente del Livi che mercoledì scorso è stata convinta dalla preside Mariagrazia Ciambellotti a entrare per firmare la presa servizio dopo aver effettuato un tampone.

Ma c’è voluto l’intervento dei carabinieri per riportare alla calma la situazione dopo una lunga discussione che ha visto la preside Ciambellotti alle prese con un caso di “no vax”. Dopo l’invito alla riflessione e alla ragionevolezza, ieri l’insegnante era a scuola. «Il nostro compito non è quello di fare proselitismo – ricorda la preside Ciambellotti – ma di rispettare e far rispettare la legge. Io devo rispettarla come funzionaria dello Stato, lei come dipendente. In certi momenti la discussione ha avuto toni accesi ed esagerati».

Ben diverso il problema dei docenti che hanno contratto il Covid in passato ma si ritrovano il Green pass in scadenza nei prossimi giorni perché sta terminando il periodo di sei mesi dalla guarigione. «Abbiamo diversi casi ma non c’è un riferimento normativo su come muoversi in questi casi», racconta Giovanna Nunziata, rettrice del Convitto Cicognini. La ripresa delle lezioni è dietro l’angolo e i guai per il mondo della scuola non finiscono mai.

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