Lazio, la sparata dall’assessore PD: “I No-Vax devono pagarsi la Terapia Intensiva”. Ma la pagano già con le tasse

Ogni tanto si vede qualche proposta incostituzionale e vagamente fascistoide circolare per il i mass media. Ad esempio l’assessore alla sanità della regione Lazio, Alessio D’Amato, è arrivato ad usare il fucile a pallettoni contro i No Vax: se non vi vaccinate e finite in terapia intensiva (mi auguro solo per il covid, non vorrei escludesse anche gli incidenti stradali) allora ve la pagate voi.

Questa splendida idea sta prendendo sempre più piede nel mondo politico: se non fai come ti dico io non ti erogo i servizi. Tralasciamo gli ovvi aspetti costituzionali, e passiamo alle considerazioni pratiche: chi paga?

I cittadini italiani non hanno accedono ai servizi sanitari gratis , ma li paghino piuttosto profumatamente con il “Contributo al SSN”, pagato dalle tasse. A questo punto se non mi dai il servizio assicurativo, allora mi restituisci una quota del mio versamento al SSN, come credito d’imposta oppure con un incremento della deducibilità assicurativa. Perché devo pagare per un servizio che, per tua scelta, non mi dai?

Valutiamo i rischi di finire in terapia intensiva: ieri i ricoveri per Covid in terapia intensiva, in tutta Italia erano 548, di cui 23 nuovi casi, cioè nuovi eventi. Su una popolazione di 60 milioni di abitanti significa un rischio dello 0,000038% per ogni cittadino, vaccinato o meno, e, purtroppo, non abbiamo l’incidenza dei non c vaccinati per un calcolo più preciso. Secondo voi non esiste una società assicurativa privata che, con un costo irrisorio, sia disposta a coprirvi dal rischio, in un paese dove sono 3300 all’anno i morti  per incidente stradale, più di 9 al giorno e gli incidenti 471? Inoltre l’assicurazione vorrà ridurre il rischio che gli assicurati vadano in terapia intensiva, per cui pagherà tutte le cure efficaci proposti dai protocolli alternativi, anche a costo di mandare l’assicurato dai propri medici per farsele prescrivere. Meditate gente, meditate…

Non solo, ci sarà un risultato interessante: la persona no vax potrà farsi ricoverare in terapia intensiva privatamente, per cui avranno sicuramente il posto disponibile. Se ci fosse una crisi sui posti in T.I. pubblici, il vaccinato avrà la stessa sicurezza di potervi accedere in caso di complicanze?  Insomma caro assessore, attenzione: rischi di aver lanciato un enorme boomerang.  Tra l’altro, con lo stesso criterio, ci si attende che non ricoveri i fumatori in terapia intensiva per complicanze polmonari, o i non vaccinati di epatite B per complicanze epatiche….

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