La minaccia di Draghi: “Entro fine anno 3/4mila cittadini afghani in Italia”. I 35mila clandestini non gli bastano

Di Alberto MaggiTanto tuonò che non piovve. Potrebbe finire così per il governo italiano il caos Afghanistan dopo la conquista del potere da parte dei talebani e la fuga di Joe Biden.

Stando alle dichiarazioni lanciate dalle agenzie di stampa, a una prima occhiata, sembrerebbe un autunno di fuoco quello del premier Mario Draghi per la questione dei profughi afghani, ovviamente con la lite infinita e continua tra il Pd (pronto ad accogliere tutti) e la Lega (che vuole far entrare un numero ridotto di persone e solo donne e bambini).

Le cose, però potrebbero andare diversamente. Prima di tutto perché l’ultima riunione dei ministri degli Esteri dell’Unione europea lascia intendere che da parte di Bruxelles non ci sarà una rigida chiusura al futuro esecutivo e dei talebani. L’Ue, se non ci saranno gravi violazioni dei diritti umani e soprattutto delle donne in Afghanistan, non esclude addirittura di riconoscere il nuovo governo di Kabul e di aprire formali relazioni internazionali. Il contesto internazionale vede anche i tre grandi attori mondiali – Usa, Russia e Cina – non interessati a gettare benzina sul fuoco, in particolare Mosca per motivi prevalentemente militari e Pechino soprattutto economici e commerciali.

L’Amministrazione statunitense di Biden ha già affermato che prevede l’arrivo in America di circa 20-25 mila profughi afghani, mente Boris Johnson ha parlato di circa 5mila persone per il Regno Unito. Primi calcoli che vengono fatti a Palazzo Chigi, d’accordo con il Viminale e la Farnesina, parlano di al massimo (ma probabilmente anche meno) 50mila unità in tutta l’Unione europea, quasi tutti donne e bambini (comunque ragazzi under 18). In questo contesto per l’Italia, considerando che Draghi intende muoversi con i piedi di piombo e in totale sintonia con gli altri Paesi dell’Ue, la cifra di profughi afghani non dovrebbe superare da qui alla fine dell’anno le 3mila, massimo 4mila, persone

Molto meno dei 33mila circa sbarcati da inizio anno sulle coste del Sud Italia e che in gran parte dei casi non scappano da nessuno guerra. Partendo da queste valutazioni internazionali, a meno che la situazione non precipiti, fonti governative sia del Pd sia del Centrodestra sono ottimiste sul fatto che quella dei talebani e dell’Afghanistan non sarà una ‘bomba’ politica per il governo. Draghi non vuole assolutamente la crisi con la Legge di Bilancio per il 2022 da scrivere e farà di tutto per muoversi con pragmatismo, aprendo ai corridori umanitari d’intesa con Bruxelles ma senza spalancare le porte del Paese. “Ben presto torneremo a dividerci sulle elezioni amministrative, su Quota 100, il reddito di cittadinanza, il Ddl Zan e molto altro”, ironizzano tanto fonti parlamentari Dem quanto del Carroccio

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