Infermiere muore di Covid nonostante la doppia dose: ma i vaccini non servono a prendere la malattia in forma lieve?

Di Francesco Capo – Un ex infermiere dell’azienda dei Colli di Napoli è morto nonostante la doppia dose del vaccino Pfizer. L’uomo, sessantatré anni, era in pensione da appena due mesi ed aveva completato il ciclo con il siero a mRna sei mesi fa.

Secondo quanto riporta “Il Mattino” di Napoli, avrebbe contratto il Covid a metà luglio, mentre era in vacanza in Sardegna con la famiglia. Dopo il tampone positivo, sarebbe comparsa la febbre, la tosse e la conseguente crisi respiratoria: i sintomi causati dalla tempesta citochinica se non si interviene curando tempestivamente la malattia.

L’uomo sarebbe stato trasportato all’ospedale di Sassari dove gli sarebbe stato prima applicato il casco respiratorio nel reparto di terapia sub intensiva e, successivamente, a causa di un aggravamento, sarebbe stato intubato in terapia intensiva. Da lì il decesso senza che i familiari siano riusciti più a vederlo.
Si tratta purtroppo di un tragico iter a cui sopraggiungono spesso i pazienti Covid senza un intervento tempestivo con cure efficaci, quelli che restano in vigile attesa.

Sul profilo delle cure domiciliari è bene ricordare che denunciano la pratica della vigile attesa e propongono schemi terapeutici di contrasto al Covid i gruppi di medici del comitato terapie domicilari e di Ippocrateorg.

Quanto al vaccino, la morte dell’ex infermiere napoletano suscita diversi interrogativi.

Com’è possibile che l’uomo sia deceduto nonostante avesse completato il ciclo vaccinale?

I sieri Covid non dovevano prevenire l’infezione oppure evitare che la malattia si manifestasse in forme più gravi?

Questo decesso rientra tra i motivi per cui non si vaccina nel corso di un’epidemia, come ricordato da stimati infettivologi sulla base degli insegnamenti di Alfred Sabin, il padre del vaccino contro la poliomielite?

Persone vaccinate, nonostante avessero già gli anticorpi nell’organismo per aver contratto naturalmente l’infezione, nel momento in cui in cui incontrano di nuovo il virus, rischiano una malattia in forma ancora più violenta? Secondo molti medici, come ad esempio il cardiologo Fabrizio Salvucci intervenuto su Byoblu, è proprio questa uno dei rischi di vaccinare durante un’epidemia.

Sarebbe interessante se si procedesse ad autopsia sul corpo dell’ex infermiere di Napoli, ma non sembra che i familiari l’abbiano chiesta.

I sieri a mRna, come quello della Pfizer, non dovevano proteggere anche dalle varianti del virus?

La probabile risposta negativa a questo quesito induce alcuni ad invocare la necessità di una terza dose. Ma se il virus continua a mutare, adattandosi anche alla vaccinazione di massa, non diverrebbe necessaria anche una quarta e così via fino a non si sa bene a quale dose fermarsi?

Sul fronte degli effetti avversi dei sieri Covid, dopo la notizia della pericardite sofferta dalla pallavolista Francesca Marcon, si registrano i problemi cardiaci riportati dal calciatore di serie A Pedro Obiang. Al centrocampista, tesserato del Sassuolo, dopo un ricovero di dieci giorni in un ospedale di Modena, è stata diagnostica una miocardite. I medici hanno dovuto ordinare la sospensione dall’attività agonistica e non si sa ancora se la carriera del giocatore potrà proseguire o meno.

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