I controlli di sicurezza di Instagram si beffano con 60 dollari: il ban-as-a-service

Credit: Motherboard.

Motherboard ha pubblicato un’indagine sul fenomeno del ban-as-a-service: l’attività criminale di far bandire (o bannare) qualcuno da un social network usando l’inganno per indurre i gestori del social network a chiudergli l’account.


Nei bassifondi di Internet, infatti, esistono varie organizzazioni criminali che offrono questo servizio dietro pagamento. La tariffa è variabile e dipende dal numero dei follower del bersaglio, ma raramente supera i 60 dollari. E Instagram, uno dei mercati più fiorenti, spesso non protegge a sufficienza i propri utenti da questi attacchi, effettuati per dispetto, ripicca, rivalità, concorrenza, vendetta o estorsione.

Il ban-as-a-service opera in questo modo: il criminale crea un profilo identico a quello del bersaglio, copiandone la foto della bio e la descrizione. Ma crea questo profilo-clone usando un profilo verificato (uno di quelli con il bollino blu), che magari ha rubato a qualcuno.

Fatto questo, il criminale segnala a Instagram l’account della vittima, accusandola di essere un impostore. Instagram, invece di controllare come stanno le cose (per esempio guardando quale dei due account è stato creato prima o ha caricato di colpo tante foto e cambiato quelle preesistenti), banna l’account della vittima.

Non è l’unica tecnica: le altre sono descritte nell’articolo di Motherboard. Ma la cattiveria dei truffatori non si esaurisce qui. Infatti capita spesso che le vittime del ban vengano contattate prontamente da qualcuno che si offre di rimettere tutto a posto, ovviamente dietro compenso. E stavolta le cifre in gioco sono decisamente più alte: dai 3500 dollari in su.

Se la vittima usa il proprio account Instagram per lavoro, trovarselo bannato è un danno economico notevolissimo, per cui capita spesso che le cifre richieste vengano pagate. Guarda caso, chi si offre di ripristinare a pagamento è in combutta con chi ha effettuato il ban.

In casi come questi, non c’è password o autenticazione a due fattori che tenga, perché questo non è un furto di account, e spetta a Instagram investigare per capire come sono andate le cose e chi è il vero impostore. Non sempre lo fa, stando all’indagine di Motherboard. Se vi capita un problema di questo genere, non vi resta che consultare il Centro assistenza di Instagram, che ha una pagina apposita per il ripristino degli account disabilitati.