Pandemia Colposa: “Ecco i messaggi privati su Conte e Speranza”. Ma Fassino censura il giornalista in Commissione

Di Alessandro Gonzato«Non hai capito, qui la parte sanitaria la gestiscono Speranza e i suoi. Non sono un commissario pieno, detto tra me e te». «Se mi sostituisco al governo questi mi ammazzano». «Non è una gestione mia. Ci sono Conte e Speranza, spero che tu lo capisca, ciao». I messaggi ce li riporta il collega dell’Espresso Fabrizio Gatti. Vanno dal 29 febbraio al 3 marzo 2020 e li ha inviati Angelo Borrelli a Piero Moscardini.

Allo scoppio della pandemia Moscardini, da capo operativo ormai in pensione, era tra i consiglieri di Borrelli, allora capo della Protezione Civile di cui Moscardini è stato coordinatore di tante operazioni di soccorso: l’alluvione di Firenze del ’66, i terremoti in Friuli e in Irpinia nel ’76 e nell’80, quello in Umbria e nelle Marche del ’97, poi all’Aquila.

«Quando ho cominciato a mostrare le chat di WhatsApp tra Borrelli e Moscardini» dice a Libero Gatti, autore del libro L’infinito errore. La storia segreta di una pandemia che si doveva evitare (La Nave di Teseo), «il presidente Fassino mi ha tolto la parola». Piero Fassino (Pd) è il presidente della Commissione Affari Esteri alla Camera dove giovedì Gatti era sta convocato “nell’ambito (così recita il documento ufficiale) dell’esame della proposta di inchiesta parlamentare per l’istituzione di una Commissione d’inchiesta sullo scoppio della pandemia di Sars-CoV-2 e sulla congruità delle misure adottate dagli Stati e dall’Oms per evitarne la propagazione”.

«Ho portato la documentazione su tutto ciò che conosco, documenti pubblicati nel libro che partono dal 2003, inizio della Sars, e arrivano fino a questo disastro, 4 milioni di morti ed economie distrutte. Non mi hanno fatto parlare».
Chi non vuole la commissione parlamentare d’inchiesta?
«Data la secretazione posta dal governo Conte su molti atti non ho problemi a dirti che, secondo me, non la vogliono Conte, Speranza, Di Maio e D’Alema».

Perché D’Alema?
«È il fondatore del movimento politico di Speranza (Articolo Uno, ndr) e presidente onorario di un’importante associazione cinese insieme ad altri tre politici cinesi: uno è il ministro della Sanità che ha nascosto la prima epidemia di Sars, un altro è stato a lungo direttore dell’apparato di regime per la propaganda e la repressione dell’opposizione al governo cinese».
Con che motivazione ti ha bloccato Fassino?
«Che in assenza di un contraddittorio non potevo mostrare i messaggi,compreso quello in cui avevo scritto a Moscardini, perché lo riportasse a Borrelli, che nella Bergamasca c’era un altro focolaio, che i medici di mezza Lombardia lamentavano la totale mancanza di dispositivi di protezione. I miei erano messaggi di un cittadino lombardo preoccupato, non ci stavamo mettendo privatamente d’accordo su cosa fare nel fine settimana!».

Cosa ti ha risposto Moscardini a quel messaggio?
«Che aveva mandato un messaggio a Borrelli, il quale poi ha inviato a Moscardini una nota che aveva spedito a Conte in cui lo metteva in allarme “sul massiccio afflusso di turisti dalla Cina” e sulle analogie tra il nuovo Coronavirus e il virus della Sars».
Quando gliel’ha scritta?
«Il 21 gennaio 2020. Ma c’è un’altra data fondamentale per capire come sono andate le cose».

Quale?
«Il 29 febbraio 2020. Io abito vicino a Milano. Ricevo le telefonate terrorizzate – stavo svolgendo l’inchiesta sull’epidemia – dei medici di medicina generale di Milano, Monza, Bergamo e Lodi: non trovano guanti né mascherine. Inoltre a Fiumicino viene trovata positiva una signora che era stata a Bergamo due giorni e tornata a Roma aveva infettato la famiglia. Mi aspettavo che la Protezione Civile inviasse nelle zone colpite tir carichi di dispositivi di protezione per medici e cittadini. Scrivo un messaggio a Moscardini: “Dove cazzo è la Protezione Civile!”. Lui lo scrive a Borrelli e Borrelli gli risponde che Conte e Speranza l’hanno esautorato, che se prova a prendere iniziative al posto loro lo ammazzano».

Messaggi a parte, cos’ hai fatto in tempo a dire?
«Ho illustrato i documenti di una fornitura del 4 marzo, la prima, di 5 milioni di mascherine che è saltata perché la Protezione Civile in modo bislacco avverte il fornitore in India che non sarà il governo a pagarla 34 centesimi l’una, un prezzo molto favorevole – ma una srl di Roma. Questa contrattazione si protrae fino all’8 marzo, giorno del blocco delle frontiere, e il carico va perso. Neanche il tempo di spiegare, che Fassino di nuovo mi ha tolto la parola: “Lei è chiamato a esprimere opinioni, non a mostrare documenti”. Comunque ho fatto in tempo a parlare anche dei voli tra Italia e Cina, altra cosa incredibile».

Spiega.
«Nel giorno in cui a Wuhan si comincia a morire e l’epidemia esce dalla Cina, il 13 gennaio 2020, l’Italia raddoppia i collegamenti».
Parlavi di Di Maio prima…
«In un messaggio Agostino Miozzo, membro del Cts, scrive a Moscardini: “Sono d’accordo sulla cautela per evitare un tracollo economico irreversibile. Penso che ci sia una regia altrove. Ricordi la Via della Seta siglata dal seppur incapace Di Maio? Questo sembra più un attacco per riposizionare gli equilibri».

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