Lo scienziato Robert Malone che ha inventato il vaccino mRNA: “Vaccinare i giovani? I benefici non superano i rischi”, censurato

Di Michele Crudelini Bisogna aggiornare il numero delle vittime della censura ai tempi dell’emergenza sanitaria. In questo lungo elenco occorre infatti aggiungere ora anche uno degli scienziati inventori dei vaccini a mRNARobert Malone.

L’intervista di Malone a Fox News

Lo scienziato americano si era infatti recentemente espresso in un’intervista rilasciata a Fox News sull’opportunità di somministrare il vaccino anti Covid anche alle fasce di popolazione più giovane.

Non credo che i benefici superino i rischi in quella fascia. La mia preoccupazione è che so che ci sono dei rischi, ma non abbiamo accesso ai dati. Sono dell’opinione che le persone abbiano il diritto di decidere se accettare o meno i vaccini, soprattutto perché si tratta di vaccini sperimentali.

Dichiarazioni che però hanno turbato il mondo delle multinazionali big tech, non nuove ad intervenire con azioni repressive nei confronti di chi esprime semplici dubbi sulla narrativa ufficiale relativa all’emergenza sanitaria.

Linkedin censura le opinioni critiche sui vaccini?

Pochi giorni dopo aver rilasciato l’intervista, l’account Linkedin di Robert Malone è stato infatti chiuso. Lo scienziato ha pubblicato la mail con cui la piattaforma giustificava tale sospensione.

Il tuo account è stato chiuso per ripetute violazioni delle Policies sui termini e condizioni d’uso in particolare nella diffusione di contenuti fuorvianti e informazioni inaccurate.

Linkedin sembra fare uno specifico riferimento ad alcuni post pubblicati da Malone e che riguardano diverse criticità sollevate dallo scienziato in merito alla proteina Spike. Ci troviamo però di fronte al solito vicolo cieco, dove un autorevole esponente della comunità scientifica esprime un’opinione e per questa viene censurato da una piattaforma privata.

Piattaforma che, nel caso specifico di Linkedin, non sembra essere esente da conflitti di interesse sulle questioni medico scientifiche. Perché dal 2016 Linkedin è di proprietà di quella Microsoft collegata a doppio filo a Bill Gates, che con la sua Bill & Melinda Gates Foundation finanzia e collabora con le principali case farmaceutiche al mondo nella realizzazione proprio dei vaccini.

I potenziali conflitti di interesse della Pfizer

I conflitti di interesse non sembrano però finire qui. Perché lo stesso Malone denuncia l’esistenza di legami tra il mondo dell’informazione e quello delle multinazionali del farmaco.

È il caso di Jim Smith, già Presidente ed amministratore delegato della Reuters Foundation, fondazione dietro ad una delle agenzie di stampa più famose al mondo, ed ora membro del board della Pfizer.

Reuters che ricordiamo aver aderito alla campagna Trusted News Initiative, che ha come obiettivo principale quello della lotta alla disinformazione sui vaccini, attraverso la segnalazione alle piattaforme social di contenuti ritenuti falsi o fuorvianti. Come nel caso che ha coinvolto Robert Malone.

C’è un limite alle porte girevoli?

Il board della Pfizer è però un susseguirsi di porte girevoli e conflitti di interessi che non coinvolgono solo il mondo dell’informazione. Nei CV dei vertici della multinazionale farmaceutica c’è l’onnipresente Bill & Melinda Gates Foundation, c’è Goldman Sachs e c’è perfino Facebook. Un’altra piattaforma molto attiva nella repressione di qualsiasi contenuto critico nei confronti della narrativa ufficiale sulla campagna di vaccinazione.

Ci troviamo quindi di fronte a multinazionali con l’obiettivo di vendere il loro prodotto, che hanno legami molto stretti con il mondo dell’informazione e le piattaforme digitali. E queste ultime continuano a censurare tutte le voci critiche delle campagna di vaccinazione e che quindi rischiano di danneggiare le vendite di chi produce questi farmaci.

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