La virologa Capua farnetica: “Chi non si vaccina e si ammala paghi le spese della terapia intensiva”. Da ricovero

Di Cristina Gauri – Roma, 21 lug — Anche Ilaria Capua sale sul carrozzone dei mazzulatori folli, dei giustizieri del vaccino che vorrebbero vedere i no vax — o semplicemente i dubbiosi, i tentennanti — presi, privati di qualsiasi diritto, segregati sui mezzi pubblici come manco nei più sfrenati sogni di apartheid oppure costretti a pagarsi di tasca propria le cure nel malaugurato caso si ammalassero di Covid.

La Capua vuole farci pagare la terapia intensiva

Stamattina, in un delirante articolo sul Corriere scritto con i toni tra l’accondiscendente — trattare i propri interlocutori con superiorità, come se si parlasse alla presenza di bambini stupidi è il loro pane quotidiano — e la furia mistica vaccinale, la Capua suggerisce che i malati di Covid non vaccinati dovrebbero pagare parte delle spese di ricovero: circa 1.000-2.000 euro al giorno.

«C’è una parte di noi che fa i capricci», esordisce la Capua, che nemmeno ce l’ha con i no vax oltranzisti: «Non parlo degli estremisti, di quelli che mai e poi mai si farebbero inoculare un preparato biotecnologico come un vaccino», spiega. «Sto parlando di quelli che fra chiacchiere da bar, cose sentite in tv e una sana dose di egoismo miope oltre che insopportabile si sono trasformati in dei convinti sostenitori del “ma io anche no”».

Colpevolizzare sempre gli italiani

Poi passa con il bolso e ritrito tentativo di instillarci il senso di colpa: «Stanno creando i presupposti per un altro inverno di chiusure e di ambulanze a sirene spiegate, di esami di screening o controllo oncologico posticipati che si porteranno via ancora vite oltre ad aggiungere dolore e sofferenza a questi anni durissimi». Perché è colpa degli italiani che si ammalano se gli screening oncologici vengono posticipati, non delle decine di miliardi di tagli alla Sanità sull’altare del «far quadrare i conti in Euorpa».

«Perché c’è anche un aspetto che sfugge ai più», incalza la Capua. «Ogni malato di Covid ricoverato in terapia intensiva o subintensiva costa decine e decine di migliaia di euro. […] Le vittime di oggi, e dei tempi a venire, saranno individui che non hanno iniziato o completato il ciclo di vaccinazione. E a prescindere dall’età anagrafica saranno soltanto i non vaccinati a incidere sul bilancio degli ospedali».

Capua: facciamo pagare a chi non si vaccina

E qui arriva l’ideona: «Ma allora ai non vaccinati per scelta si potrebbe immaginare di proporre una piccola franchigia, per non dire ticket, in caso di ricovero Covid che vada a coprire almeno i costi «non sanitari» dell’ospedale: letto, biancheria, mensa , servizio di pulizia, utenze. In cambio della libertà di scegliere se vaccinarsi o no, si potrebbe chiedere un piccolo contributo rispetto al costo totale del ricovero in terapia intensiva.

Si tratterebbe soltanto di 1.000-2.000 euro al giorno. Sì, al giorno». Insomma: sarebbero più onesti se proponessero l’obbligo vaccinale tout court, il Tso di Stato — che però inchioderebbe lo Stato stesso alle proprie responsabilità in caso di reazioni avverse. Invece tifano, in maniera molto ipocrita e subdola, per l’obbligo surrettizio: perché i cittadini scelgano, ponendoli di fronte a delle non-scelte.

Cristina Gauri

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