La lezione della campionessa Sara Simeoni: “Io non mi sarei mai inginocchiata, è solo apparenza”

Di Alessandro Della Guglia – Roma, 19 lug – “Io non mi sarei inginocchiata, le apparenze non mi sono mai piaciute”. Sara Simeoni salta ancora in alto, stavolta per superare le zavorre politicamente corrette. La medaglia d’oro italiana alle Olimpiadi di Mosca 1980 non si piega.

Primatista mondiale del salto in alto, record femminile di 2,01 metri stabilito due volte 1978 – nonché quattordici volte campionessa italiana – Sara Simeoni ha detenuto il primato tricolore per ben 27 anni. Superata soltanto nel 2007 da Antonietta Di Martino, mostra di aver conservato tutta la sua tempra.

Sara Simeoni: “Io non mi sarei inginocchiata, è solo apparenza”

“Viviamo in un mondo dove l’apparenza la fa da padrone. Si può essere d’accordo con un principio anche senza essere plateali. Oggi conta l’immagine, si va avanti per spot. Io mi sarei mai inginocchiata? No”, tuona la Simeoni intervista da La Verità. “E non perché non creda ai principi che sono alla base di quella battaglia, ma perché ritengo che il gesto abbia un impatto superficiale sul problema: oggi viviamo in una bolla fatta di immagini, di cui non resta nulla.

Le apparenze non mi sono mai piaciute, ho sempre preferito anteporre i miei comportamenti”. E ancora: “Oggi siamo bombardati di immagini – fa notare la Simeoni – e l’eccessiva quantità le svuota di significato. Per quale motivo dovrei inginocchiarmi se poi tutto torna come prima qualche secondo dopo?”. Lezione di stile e comportamentale a tutti coloro che si prostrano senza porsi domande, senza riflettere sull’opportunità di un gesto che è pura fuffa modaiola.

E sui calciatori inglesi…

Ma la grande atleta italiana ne ha anche per i calciatori della Nazionale inglese che si sono tolti la medaglia d’argento subito dopo la premiazione a Wembley. “Non è un gesto da proporre come esempio, specie se arriva da un Paese che si è sempre fregiato di essere molto attento al fair play. Vincere piace a tutti, ma lo sport è fatto anche di sconfitte. La sconfitta è qualcosa di cui fare tesoro, ti aiuta a non commettere altri errori. I calciatori inglesi avrebbero dovuto saperlo. Se mai accadesse qualcosa del genere alle Olimpiadi, mi auguro possano esserci delle sanzioni”.

Alessandro Della Guglia

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