La Corte Costituzionale Spagnola contro la Dittatura Sanitaria: “Il Lockdown è illegittimo”. Quella italiana che dice?

Di Michele CrudeliniAlla fine la Corte Costituzionale si è destata e ha decretato illegittimo il lockdown imposto dallo scorso marzo 2020. Non ci troviamo però in Italia, ma in Spagna.

Si tratta di una sentenza che tuttavia potrebbe rappresentare un precedente giuridico interessante per valutare diversamente il regime di restrizioni che i cittadini europei hanno più o meno vissuto nell’ultimo anno. Andiamo con ordine.

Dal ricorso di Vox alla sentenza della Corte di Madrid

Il partito spagnolo Vox si era rivolto direttamente alla Corte Costituzionale di Madrid con un ricorso nei confronti della normativa che introduceva le restrizioni ad alcune libertà fondamentali dei cittadini spagnoli, a partire da marzo 2020.

Proprio a poche settimane dall’inizio della diffusione del virus in Europa. E adesso la Corte si è espressa, dando ragione al partito Vox. Tutte le restrizioni imposte e tutte le conseguenti multe inflitte ai cittadini sono quindi illegittime e di conseguenza inapplicabili.

L’aspetto giuridico interessante è però la motivazione della sentenza. Perché la Corte Costituzionale non ha bocciato il lockdown in quanto tale, ma ne ha decretato l’inammissibilità per il meccanismo legale utilizzato.

La Corte sostiene che il Governo, per introdurre le restrizioni, avrebbe dovuto rifarsi alla condizione di stato d’assedio, invece che di emergenza sanitaria. E per questo avrebbe dovuto obbligatoriamente far passare la richiesta di chiusure al vaglio del Parlamento.

Il Parlamento deve tornare protagonista

No taxation without representation, dicevano i rivoluzionari americani per rivendicare il diritto al voto parlamentare in materia di tasse. No lockdown without representation dice oggi la Corte Costituzionale spagnola, rivendicando quindi il ruolo del massimo organo di rappresentanza popolare, preposto a stabilire la revoca o meno delle libertà fondamentali in tempo di emergenza.

La giustizia arriva tardi, ma prima o poi arriva, tuttavia viene da chiedersi come reagiranno ora tutti quegli imprenditori che hanno visto chiusa la loro attività senza basi legali. Saranno risarciti? Chi lo sa. Nel frattempo la sentenza spagnola, pur tardiva, non può che portare ad un confronto impietoso con l’ancora silente Corte Costituzionale italiana.

Il silenzio della Corte Costituzionale italiana

C’è da dire che in Italia il sistema è diverso, i cittadini non hanno la facoltà di ricorrere direttamente alla Corte, che può essere interpellata solo dal Governo, dalle Regioni, dalle Province autonome oppure da un giudice.

Ed era stato proprio un giudice di pace di FrosinoneEmilio Manganiello, a chiedere un parere della Corte Costituzionale sulla legittimità delle restrizioni adottate dalla primavera 2020 attraverso atti amministrativi, i DPCM, senza passare dal Parlamento.

Corte che tuttavia è rimasta in silenzio. La sentenza spagnola ribalta quindi tutta l’impalcatura giuridica creata nell’ultimo anno e mezzo, riconsegnando, anche se tardivamente, la dignità di cittadini agli spagnoli. La speranza è che i giudici di Madrid possano ora rappresentare un esempio per i colleghi italiani affinché agiscano attivamente in difesa dei diritti costituzionalmente garantiti.

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