Il fratello di Malika l’aveva previsto: “Lei sognava la bella vita. In Italia creduloni e falsi buonisti”

Da Il Tempo – Un finale scontato. Il fratello di Malika Chalhy aveva avvertito, ma pochi gli avevano dato credito. In tempi non sospetti aveva lanciato non poche ombre sulla buona fede della ragazza cacciata di casa perché lesbica, e sulla raccolta fondi per rifarsi una vita. L’esito è noto, con parte di quei soldi ha comprato una Mercedes e un cane di razza, e nulla pare che si andato in beneficenza come promesso.

“Me lo aspettavo, sapevo esattamente come sarebbe andata a finire”. Ve l’avevo detto fin dall’inizio. Lei ha usato lo sbaglio della mia mamma, perché di sbaglio si tratta se mandi quegli audio, per avere notorietà. Del resto non è un segreto, nel giugno del 2019 aveva fatto anche dei provini per entrare a Uomini e donne”, ribadisce ora Samir Chalhy, che non ha più rapporti con la sorella.

“Gli insulti sono assolutamente sbagliati. Le persone giudicano senza sapere come stanno le cose. Questa vicenda doveva rimanere in famiglia, fin dall’inizio. Non è stato giusto giudicare prima e non lo è nemmeno ora. Ma si sa: siamo in Italia, il paese dei creduloni e dei finti buonisti”, sono le parole del ragazzo come riporta la Nazione. Un’altra frase, ancora più dura, viene riportata da Il Mattino: Malika “ha sempre sognato la bella vita e i soldi”.

La vicenda nata con un video sui social e cavalcata da Le Iene era apparsa subito come meno lineare di come venisse fatto intendere. In primis perché il fatto che la famiglia della ragazza toscana fosse musulmana era stato mantenuto sotto traccia, mettendo in primo piano nella narrazione soprattutto l’aspetto dell’omofobia. La giovane è finita così sulle prime pagine dei giornali e la sua campagna fondi lanciata dopo un servizio con la sua storia a Le Iene fondi ha raccolto più di 100mila euro in pochi giorni.

Samir Chalhy fad aprile, ai microfoni de La Zanzara, aveva già detto la sua: Malika “ha spu***nato la famiglia davanti a tutta la nazione per quattro note audio, non voglio rivederla”. E non perché omosessuale “ma perché è un’infame (…) La raccolta fondi l’ha organizzata lei prima di mettere il video (sui social, ndr), ha fatto tutto per soldi. Ha tradito la famiglia per denaro”.

Eppure le minacce della madre sono lì, registrate. “E’ uno sfogo di cinque secondi, mia madre non l’avrebbe mai toccata, non le avrebbe fatto niente, in 22 anni le abbiamo fatto solo del bene”, diceva il fratello a Giuseppe Cruciani su Radio 24. “Malika ha voluto speculare su questa cosa qui, voglio vedere quanto darà in beneficenza. A casa non ha mai tirato fuori un euro, servita e riverita, la conosco bene la mia sorella”, era l’accusa che ripete anche oggi. Intanto il Codacons ha deciso di presentare un esposto alle Procure della Repubblica di Milano e Firenze, per chiedere una indagine per truffa aggravata, coinvolgendo anche la piattaforma Gofundme su cui è stata avviata la raccolta fondi.

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