Ddl Zan, Renzi: “Via la teoria gender (quindi esiste?) e i riferimenti alla scuola o la legge non passa”

Da SputnikNews – Intervistato dal direttore di Fanpage, Francesco Cancellato, il leader di Italia viva rispedisce al mittente le critiche subite negli scorsi giorni e spiega perché è necessario un compromesso per far passare la legge contro l’omotransfobia in Senato.

Con i numeri che ci sono al Senato il ddl Zan potrà passare solo se si giunge ad un testo condiviso, giungendo ad un compromesso con il centrodestra. E’ quanto pensa il leader di Italia viva, Matteo Renzi, che in un’intervista rilasciata a Fanpage ha ribadito la necessità di eliminare i riferimenti all’identità di genere e alla scuola, rispondendo alle numerose critiche ricevute per l’intermediazione sulla legge contro l’omotransfobia.

“La legge passa se si toglie quel riferimento alla teoria del gender e alla scuola. Io tra portare a casa un uovo oggi e una gallina mai, scelgo di portare a casa un uovo oggi”, ha dichiarato.Renzi, come altri esponenti del suo partito, ritiene che sul ddl Zan la sinistra stia conducendo una battaglia ideologica che rischia di affossare la legge, a scapito di omosessuali e trans.

“Ora siamo a un bivio: vogliamo portare a casa il risultato, dando protezione a questi ragazzi, a cui abbiamo aggiunto anche i disabili, grazie a un lavoro di Lisa Noja?”, osserva l’ex premier. “C’è chi vuole seguire gli influencer – aggiunge – mettere bandierine, far le battaglie di principio, io preferisco portare a casa un risultato. In Parlamento non ci vanno gli influencer, ci vanno i parlamentari”.
Nella sua lunga riflessione consegnata al direttore di Fanpage, Francesco Cancellato, Renzi ricorda l’iter di approvazione della legge Cirinnà sulle unioni civili, anche questa frutto di un compromesso. Analogamente ricorda anche che fu proprio un renziano del PD, Ivan Scalfarotto, oggi parlamentare di Italia viva, nel 2013 a presentare il primo testo contro l’omotransfobia, poi bloccato dal Senato.
Proprio da questo testo prende spunto l’intermediazione proposta da Italia viva sul ddl Zan, che stralcia gli articoli più controversi su identità di genere e sensibilizzazione nelle scuole, criticati trasversalmente da centrodestra, cattolici e femministe.

La polemica con i Ferragnez

La coppia Ferragni-Fedez è scesa in prima linea per sostenere il ddl Zan. Matteo Renzi è finito nel mirino della regina delle influencer, che ha pubblicato una foto di Renzi in un post sui social in cui accusava l’Italia di transfobia e i politici di “fare schifo”.
“Io non faccio polemica con Chiara Ferragni o con Fedez, il messaggio di Chiara Ferragni arriva a 100 persone il mio a una persona. Dice che i politici fanno schifo perché non approvano la legge sull’omotransfobia, e mette il mio faccione. Ma questo atteggiamento è qualunquista. Le ho detto ‘io non sono contro di te, ma ti dico che su questa cosa non sai di che cosa parli’. E lo ha dimostrato Fedez con la sua diretta. Non aiutano i cittadini a essere fino in fondo cittadini, fanno un pessimo servizio al Paese”, il pensiero di Renzi.

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