Ddl Zan, così dopo il Covid la sinistra e il PD vogliono censurare la libertà di pensiero degli italiani

Di Iuri Maria PradoHanno combattuto sulle spiagge, con i quod e gli elicotteri della polizia democratica a caccia dei bagnanti irresponsabili. Hanno combattuto sulle piste di atterraggio, per scovare chi andava a trovare la nonna in violazione del settantottesimo Dpcm. Hanno combattuto nei campi e nelle strade, qui sequestrando i sacchetti della spesa del pensionato con due bottiglie di vino anziché una, là inseguendo tra le pannocchie il pericoloso runner.

Hanno combattuto sulle colline, riportando l’ordine nelle greggi e nei pollai irrispettosi della distanza sociale. Non si sono arresi mai. E siccome il modello italiano esigeva qualche supplemento rispetto alle lacrime e al sangue, hanno combattuto anche sui terrazzi di Palermo e nelle selve dell’Idroscalo, qui e là a far piazza pulita di grigliate e barbecue negazionisti; e poi hanno combattuto nelle chiese, sgominando le bande di preti che istigavano i fedeli alla messa;

hanno combattuto nei cimiteri per far rispettare il numero chiuso del corteo funebre; hanno combattuto nelle feste di matrimonio, per scongiurare il rischio di assembramento al lancio del bouquet; hanno combattuto casa per casa, pianerottolo per pianerottolo, per neutralizzare l’invito a cena con il cugino di troppo.

Nel rimarginarsi dell’infezione, sperabilmente non provvisorio, sembra che a quella foia di vietare tutto a tutti, a quell’orgasmo per ogni “non consentiamo”, a quella brama di chiudere, punire, sanzionare, limitare qualsiasi esperimento di vita libera, succeda ora una specie di malinconico spaesamento, un senso di abbandono e inutilità: «E adesso che cosa faccio?», come il tabagista che si impone di rinunciare al fumo e a quel punto non gli viene nemmeno di alzarsi dal letto perché senza sigarette la giornata è vacua. È come se non avessero più niente da dire, più niente da fare.

È come se l’inflessione della curva dei contagi gli avesse piegato in giù l’umore, ringalluzzito solo- e guarda tu la combinazione – quando s’è trattato di altri divieti e di altra galera, cioè a dire con il Ddl Zan da approvare perché altrimenti l’Italia continua a essere nazista, oppure – e rivedi la combinazione – quand’era il caso di rendere l’ennesimo servizio alla magistratura associata, intollerabilmente esposta alla minaccia di un referendum popolare. Per il resto, zitti e intristiti, e quanta nostalgia per i bei tempi del coprifuoco.

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