L’ideona del sindaco PD pro-invasione: Cimitero riservato solo ai migranti clandestini, ma pagato dagli italiani. È polemica

Di Uno spazio del nuovo cimitero riservato solo ai migranti. È questo il prossimo progetto che il sindaco di Lampedusa e Linosa Totò Martello, ha intenzione di realizzare nei prossimi mesi. Si tratta di uno spazio riservato agli stranieri morti nelle acque antistanti la costa prima ancora di approdare. “Nella struttura – come fa sapere il primo cittadino all’Agi – saranno presenti una cella frigorifera, un bagno, una sala per i parenti e un ufficio dove registrare i defunti”. Il cantiere partirà ad agosto e avrà la durata di circa un anno per il totale di un milione e mezzo di euro. La notizia ha fatto il giro tra i cittadini sollevando curiosità e anche qualche commento in cui si esprime il timore in merito agli spazi. Gli abitanti dell’Isola temono che l’ala creata appositamente per gli stranieri possa togliere posto per le proprie famiglie.

“Nel cimitero di Cala Pisana – ha affermato un cittadino – ci sono tanti migranti seppelliti sottoterra. Purtroppo non si tratta né delle prime vittime del mare e nemmeno delle ultime. Spero che in futuro questa iniziativa non si traduca in termini di assenza di posti per noi abitanti. Il camposanto attualmente in funzione – ha proseguito l’abitante dell’Isola – ha pochi spazi e cercare di seppellire un congiunto deceduto ogni volta crea problemi di non poco conto”

Sull’idea di un’area riservata ai migranti si è espressa al telefono anche l’ex senatrice della Lega Angela Maraventano: “La decisione proviene dal sindaco dell’accoglienza, quindi non mi stupisco di questa sua iniziativa. Non mi sono informata in merito al progetto e ai costi però spero che il sindaco si occupi anche dei cittadini. Sono d’accordo sul fatto che ai migranti venga data una degna sepoltura, ma spero che tutto questo avvenga senza dimenticare le nostre esigenze”. Attualmente il cimitero di Cala Pisana non ha un custode ed è il primo cittadino che, alternandosi con il suo vice, ogni giorno va ad aprire i cancelli. Ma questo sembra passare al momento in secondo piano di fronte alla novità. “Non è di certo una delle iniziative che ci saremmo aspettati”, ha detto un altro cittadino. “Noi – ha proseguito – siamo persone accoglienti, però non vorremmo che questa apposita area sia per noi motivo di nuovi problemi di spazio come avviene al momento con il cimitero che abbiamo in funzione. Anche morire è diventato un problema”.

Terra di frontiera, ma anche di periferia, Lampedusa manifesta le sue contraddizioni anche sotto questi aspetti. Da un lato i cittadini non vogliono venir meno al loro senso di ospitalità, dall’altro però nelle loro menti sono ben vivi i timori dei disservizi e di essere lasciati soli.

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