Grillo, Silvio e la distruzione delle proprie creature Politiche

 


Forza Italia e Cinque Stelle hanno un punto in comune: dipendono dai loro fondatori. Oggi Berlusconi vorrebbe uccidere la sua creatura, annullandola in un partito unico di centrodestra. E così anche Beppe Grillo, il quale teme che Conte possa eclissarlo. Una sindrome masochistica che finirà per portare acqua agli avversari.

Silvio Berlusconi nel 1994 ha realizzato un piccolo miracolo vincendo le elezioni dopo aver costruito in pochi mesi un partito come Forza Italia, Beppe Grillo ha demolito la sua immagine di comico per costruirsene una di garante della creatura partitica che aveva fondato con Gianroberto Casaleggio: il Movimento 5 Stelle.

Una delle caratteristiche che accomuna Berlusconi e Grillo è quella di lasciar fare per un po’ i dirigenti dei rispettivi partiti per poi riprendere in mano lo scettro del potere e dettare legge. Una logica che, portata alle estreme conseguenze, induce figure come loro a uccidere le proprie creature partitiche quando si rendono conto che non possono più controllarle o che non possono più salvarle.

Forza Italia, dopo i gloriosi anni dei governi Berlusconi, ora è stabilmente terzo partito del centrodestra e annaspa nei sondaggi tra il 6 e l’8%; il Movimento Cinque Stelle, dopo il 33% raccolto alle elezioni politiche di tre anni fa, è abbondantemente sotto il 20% e alcune rilevazioni delle intenzioni di voto lo accreditano di uno striminzito 14%. Entrambi i partiti hanno subìto scissioni, che ne hanno ridotto sensibilmente la forza elettorale e parlamentare. Tuttavia, i loro rispettivi fondatori preferiscono farli andare a sbattere piuttosto che favorirne il rinnovamento...Continua su Articolo Originale...