È finita la farsa, Grillo “licenzia” Conte: “Non ha visione politica né capacità”, e torna da Casaleggio

Dopo poco meno di 24 ore dalla conferenza stampa di Giuseppe Conte arriva la tanto attesa replica di Beppe Grillo. Non con un video, come voleva il tam tam 5Stelle ieri, ma con un articolo pubblicato sul suo blog in cui il garante attacca duramente l’ex premier che lo vuole estromettere dalla creatura che ha fondato.

Conte non potrà risolvere i problemi politici perché “non ha visione politica né capacità manageriali“, sferza il comico che affonda: “Non possiamo lasciare che un movimento” nato per  promuovere “la democrazia diretta” si trasformi in un “partito unipersonale governato da uno statuto seicentesco“. Poi la mossa a “padrone” del M5s: indice una consultazione su Rousseau per eleggere un comitato direttivo che elaborari un piano d’azione fino al 2023. Grillo dà così il benservito all’avvocato del popolo. Segue il testo integrale dell’intervento.

“Mi sento così: come se fossi circondato da tossicodipendenti che mi chiedono di poter avere la pasticca che farà credere a tutti che i problemi sono spariti e che dia l’illusione (almeno per qualche mese, forse non di più) che si è più potenti di quello che in realtà si è davvero, pensando che Conte sia la persona giusta per questo.

Ma Conte può creare l’illusione collettiva (e momentanea) di aver risolto il problema elettorale, ma non è il consenso elettorale il nostro vero problema. Il consenso è solo l’effetto delle vere cause, l’immagine che si proietta sullo specchio. E invece vanno affrontate le cause per risolvere l’effetto ossia i problemi politici (idee, progetti, visione) e i problemi organizzativi (merito, competenza, valori e rimanere movimento decentralizzato, ma efficiente).

E Conte, mi dispiace, non potrà risolverli perché non ha né visione politica, né capacità manageriali. Non ha esperienza di organizzazioni, né capacità di innovazione.

Io questo l’ho capito, e spero che possiate capirlo anche voi.

Non possiamo lasciare che un movimento nato per diffondere la democrazia diretta e partecipata si trasformi in un partito unipersonale governato da uno statuto seicentesco.

Le organizzazioni orizzontali come la nostra per risolvere i problemi non possono farlo delegando a una persona la soluzione perché non sarebbero in grado di interiorizzarla quella soluzione e di applicarla, ma deve essere avviato un processo opposto: fare in modo che la soluzione decisa, in modo condiviso, venga interiorizzata con una forte assunzione di responsabilità da parte di tutti e non di una sola persona. La trasformazione vera di una organizzazione come la nostra avviene solo così.

La deresponsabilizzazione delle persone con la delega ad un singolo nelle organizzazioni orizzontali è il principale motivo del loro fallimento.

C’è un però. Assumersi la responsabilità significa smettere di drogarsi, smettere di voler creare l’illusione di una realtà diversa da quella attuale ed affrontarla. Insieme, con i tempi e le modalità giuste

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