Borgonovo asfalta la Murgia: “Ddl Zan? Vi serve per riempire di soldi le lobby Lgbt”. Scoppia la rissa in studio (Video)

Di Vittoria Fiore – Roma, 24 giu – In tempi di pandemia e crisi economica, il dibattito politico italiano, giustamente, è tutto incentrato sul ddl Zan. Questione di priorità. Non è quindi una sorpresa che, a Otto e mezzoLilli Gruber abbia incentrato la puntata di ieri proprio sul controverso disegno di legge. Tanto più che l’entrata a gamba tesa del Vaticano non ha mancato di surriscaldare gli animi. A darsi battaglia in studio ci sono in particolare Michela Murgia e Francesco Borgonovo, il quale si è ritrovato davanti a un notevole fuoco di sbarramento.

Lo scontro Murgia-Borgonovo

La scrittrice sarda – che, purtroppo per lei, non poteva parlare con lo schwa – non ha perso tempo a ripetere i soliti luoghi comuni sul ddl Zan, lamentando discriminazioni e invocando bavagli e manette. Ecco però che Borgonovo prende la parola e ci mette pochi secondi ad ammutolire la Murgia: «Ci sono già gli strumenti legislativi per punire questi reati», attacca il vicedirettore della Verità.

Che poi prosegue: «Nessuno dice che non esistono queste discriminazioni. Il problema è l’introduzione dell’identità di genere, che di fatto cancella la differenza sessuale e istituisce una fluidità molto problematica a livello legislativo. È ridicolo, anche a livello di scrittura, che le donne siano equiparate alla minoranza perché non sono affatto una minoranza». E ancora: «In più è una copertura anche un po’ offensiva che siano inseriti i disabili, che sono stati messi lì come per dire: ci sono i disabili, non potete non votare la legge».

I veri obiettivi del ddl Zan

Di fronte a una Murgia interdetta e a una Gruber piccata, Borgonovo non accenna a placarsi: «La Murgia e i sostenitori del ddl Zan sono a favore di una legge che introduce una fonte continua di finanziamento alle associazioni Lgbt che devono andare a fare formazione nelle scuole, compresa la giornata contro l’omotransfobia e il concetto di identità di genere». Insomma, tante belle parole su «amore» e «diritti», ma alla fine ci sono interessi economici e ideologici ben precisi. Senza contare che, spiega Borgonovo, «non è attraverso le leggi che elimini i sentimenti d’odio». A questo punto, la Murgia cerca di uscire dall’angolo: «Allora eliminiamo anche la Giornata della memoria. È con la formazione che sradichi i pregiudizi, in questo caso degli ebrei». Ma Borgonovo non abbocca: «C’è una piccola differenza: spiegare a un bambino che l’olocausto è un abominio e spiegare a un bambino che non soltanto le donne partoriscono, ecco, c’è una differenza che per me è abissale».

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Vittoria Fiore

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