A Londra è rivolta contro l’obbligo vaccinale: ma i media di regime non lo dicono per “tenerci buoni”

Di Francesco AmodeoNon troverete traccia sui media italiani di quello che vi sto per raccontare, e dovrebbero tutti chiedersi come sia possibile una cosa del genere. Londra in queste ore si sta rendendo capofila di una vera e propria rivolta del popolo contro le limitazioni di libertà imposte da quella che viene definita come una vera e propria dittatura sanitaria. La chiamano così coloro che contestano il fatto che addirittura si rischia che venga negata la libertà di scelta sui vaccini che sono ancora in fase sperimentale.

Come scrivono infatti i manifestanti inglesi sui loro volantini, i vaccini anti-Covid sono ancora nella fase 3 della sperimentazione che terminerà nel 2023 e sono stati autorizzati in via emergenziale, ma non si conoscono tutti gli effetti a lungo termine. Per questo ritengono che sia illegale, addirittura criminale costringere o indurre i cittadini a vaccinarsi ad ogni costo. Anche alla luce della recente morte dopo il vaccino della giovane giornalista della BBC.

Unite for freedom, uniti per la libertà: è questo il nome della protesta che è iniziata il 29 maggio con centinaia di migliaia di manifestanti in piazza del Parlamento. Quello che chiedono, che poi è quello che dovremmo pretendere tutti, è la libertà di scelta, soprattutto per quanto concerne un vaccino: “non vogliamo l’apartheid sanitaria – rivendicano i leader della manifestazione – non vogliamo il passaporto sanitario”.

Incredibile il numero di cittadini che hanno aderito, come si evince dalle immagini. Immagini che ovviamente non vediamo nei TG e nemmeno sui media. Londra ha fatto da apripista, ma la cosa riguarda anche noi. Cosa vogliamo fare in Italia? Vogliamo unirci o prestarci come cavie?

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