Padova, donna di 48 anni fa il Vaccino: il giorno dopo muore tra le braccia del marito per una crisi respiratoria

Di Enrico Ferro  È morta a 48 anni per una crisi respiratoria e ci sono almeno due circostanze che rendono questo decesso un caso da indagare: una è che qualche giorno prima aveva fatto il vaccino, la seconda è che in tempi non sospetti era stata colpita da una polmonite bilaterale. Selina Boido, di Villaguattera di Rubano, è morta tra le braccia del marito Moreno Pescarolo. È successo il 12 maggio scorso e il 21 maggio è stata fatta l’autopsia sulla salma. «Ho chiesto io l’autopsia, voglio sapere come mai è morta mia moglie», dice Moreno, con accanto la figlia di 11 anni.

Per risalire all’origine dei guai fisici di Selina bisogna andare a ritroso di un anno e mezzo, fino a ottobre 2019, quando sia lei che il marito si presentano dal medico di base con la febbre a 40. «Tempi non sospetti», dice ora il marito, perché all’epoca il virus non era ancora arrivato in Italia. O almeno non ufficialmente. «Io sono guarito di lì a poco, lei ha avuto dei problemi respiratori» racconta Moreno. «Questi problemi non passavano, si è fatta alcuni esami e hanno trovato una polmonite bilaterale. Da allora non è più tornata la stessa».

Nel giro di qualche mese da quel 40 di febbre il Covid invade l’Italia e l’Europa. «A marzo ci siamo fatti l’esame sierologico, entrambi avevamo già gli anticorpi. Ma i tamponi molecolari risultavano sempre negativi. Per questo abbiamo sempre avuto il sospetto di aver contratto il virus quando ancora non se ne parlava», ragiona ancora il marito di Selina.

Arriva il momento dei vaccini. Selina viene convocata dal suo medico di base il 1 maggio, dopo essere stata segnalata come soggetto fragile proprio per via della polmonite avuta. Le viene inoculata una dose di Pfizer e se ne torna a casa.Nei giorni a seguire non ha nessun problema, nemmeno una linea di febbre. Fino a martedì sera. «Erano circa le 23.30, eravamo a letto. Improvvisamente ha iniziato a dirmi di non riuscire a respirare» racconta il marito. «Ho chiamato il 118 e ho cercato di prestarle assistenza io, finché non sono arrivati medici e infermieri del Suem. Purtroppo non si è mai ripresa ed è morta lì, davanti ai miei occhi e a quelli di nostra figlia. Una fine inspiegabile, oltre che inaccettabile».

Moreno Pescarolo parla con il medico di base dopo la tragedia e questi gli consiglia di richiedere l’autopsia, per provare a vederci chiaro. La salma viene tenuta a disposizione dell’autorità giudiziaria per otto giorni, fino a ieri, giorno in cui è stata fatta l’autopsia. «Non mi va di ipotizzare cose a caso e penso che sarà molto difficile risalire alle cause della morte» continua l’uomo. «Non voglio dire che sia colpa del vaccino ma ritengo indispensabile compiere tutti gli accertamenti del caso. Io devo sapere come mai mia moglie è morta in questo modo».

Selina Boido, padovana doc, si era stabilita a Villaguattera di Rubano con la famiglia. Cantava nel coro della parrocchia e faceva attività in patronato con i bambini. Negli anni aveva fatto anche da aiuto insegnante di catechismo. Era volontaria Admo e donatrice di sangue. Il funerale sarà celebrato martedì 25 maggio alle 10, a Villaguattera.

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