La Russia rivoluziona il Lavoro: “Basta Manodopera Immigrata, usiamo i Detenuti. Meno stranieri, meno criminalità”

Di Lorenzo Berti – Roma, 24 mag – Sopperire alla carenza di manodopera non specializzata facendo lavorare i detenuti delle carceri invece di accogliere immigrati. La proposta, che in Occidente farebbe impazzire progressisti e fan delle Ong, viene dalla Russia, dove invece sta ottenendo molti riscontri favorevoli.

Russia, i detenuti lavoreranno per risarcire le loro vittime

A lanciare l’idea è il direttore del Servizio Penitenziario Federale, Alexander Kalashnikov, subito appoggiato dalla portavoce del Comitato Investigativo russo, Svetlana Petrenko. “Dal punto di vista della prevenzione della criminalità da un lato e dell’attuazione degli obiettivi punitivi dall’altro, l’idea del direttore del Servizio Penitenziario Federale di sostituire i lavoratori immigrati impiegati nel settore edilizio e industriale con i detenuti è razionale e merita sostegno – ha dichiarato alle agenzie di stampa russe la Petrenko – Il legislatore consente la sostituzione di parte della pena con i lavori forzati e questo è pienamente coerente con il significato di umanizzazione della detenzione”.

“Il lavoro retribuito in settori dove manca la manodopera sarà un grande passo verso il reinserimento dei detenuti nella società – prosegue la rappresentante del Comitato Investigativo – inoltre lo stipendio pagato ai detenuti sarà utilizzato per risarcire i danni da loro causati alle parti lese o per consentire l’esecuzione delle sentenze qualora sia stata inflitta una sanzione aggiuntiva sotto forma di ammenda”.

Meno stranieri uguale meno criminalità

Oltre a favorire il recupero sociale dei carcerati, la proposta mira anche a ridurre l’ingresso di immigrati nel paese. “Secondo le statistiche 2020 – spiega ancora Svetlana Petrenko – il numero dei cittadini stranieri che hanno commesso reati particolarmente gravi è stato di oltre 2.500, in aumento del 5,5% rispetto al 2019 nonostante le restrizioni dettate dall’emergenza Covid. La diminuzione del numero di immigrati avrebbe chiaramente un effetto favorevole sulla riduzione del tasso di criminalità”. La proposta ha già ricevuto l’approvazione del ministro della Giustizia, Konstantin Chuychenko.

Lorenzo Berti

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