Invasione, i lampedusani in rivolta contro le navi quarantena da un milione di euro al mese

Di Annalisa Chirico – All’hotspot di Contrada Imbriacola, Lampedusa, sono rimasti in 500 migranti. Complice il mare calmo, i profughi arrivati in questi giorni sono stati trasferiti sulle navi quarantena, navi da crociera prestate per accogliere uomini, donne e bambini giunti sulle coste siciliane.

Proprio questa soluzione ha generato non poche critiche tra gli abitanti di Lampedusa. Il reportage di Grazia Longo su La Stampa raccoglie le voci di protesta: “La solidarietà viene al primo posto e molti lampedusani sanno bene che la presenza dell’hotspot, per quanto problematica, non compromette gli ingressi economici legati al turismo. Ma il governo sta dimostrando di non essere in grado di affrontare gli sbarchi. A partire dal fatto che ogni mese spende 1 milione di euro per ciascuna delle tre navi quarantena al largo dell’isola –  afferma Don Carmelo La Magra, parroco dell’unica parrocchia – Si tratta di una spesa inutile, perché tanto alla fine i migranti vanno sistemati sulla terraferma. Per loro non va bene, perché li si fa stare ancora in mezzo al mare. E poi quel denaro potrebbe essere speso per altro, sia per i migranti sia per Lampedusa”.

Gli fa eco Giuseppe Cappello, proprietario dell’Hotel Medusa, che spiega: “La nostra rischia di essere un’isola fantasma, nota solo per gli sbarchi. Mentre invece avrebbe bisogno di un rilancio non solo di immagine ma anche relativo alla riqualificazione delle strutture e infrastrutture. Noi la nostra parte l’abbiamo fatta, abbiamo dimostrato di saper convivere con il centro di prima accoglienza. È indispensabile il potenziamento del porto e dei collegamenti navali, altro che 1 milione al mese per ogni nave quarantena”.

Ancora Giovanni Mannino, di mestiere pescatore, commenta: “Noi ci spacchiamo la schiena sotto il sole o sotto la pioggia ma non riceviamo aiuti concreti dallo Stato. Capisco che i migranti soffrono e hanno bisogno di aiuto, due mesi fa col mio peschereccio ne abbiamo salvati 85. Ma anche noi abbiamo difficoltà economiche e abbiamo bisogno di un sostegno. Invece chi sale al governo non ci dà mai retta. Per non parlare dell’isola. Guardi con i suoi occhi: le strade sono tutte rotte, c’è bisogno di un mucchio di lavori”.

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