Cosenza, 66enne fa il vaccino la mattina e muore il pomeriggio. A Bergamo 61enne muore di trombosi dopo il siero

(ANSA) – COSENZA Un uomo di 66 anni, Antonio Perseu, è morto nel pomeriggio a Cosenza. L’uomo era uscito di casa per comprare le sigarette ed era alla guida della propria auto, una Fiat Punto, quando ha iniziato a sentirsi male. Durante il tragitto ha avvertito un malore e si è accasciato all’interno dell’auto. Ad accorgersi del corpo alcuni passanti, che hanno immediatamente allertato i soccorsi. Il fatto è accaduto nella centralissima via Popilia. Secondo quanto si apprende, in mattinata aveva ricevuto la seconda dose di vaccino anti Covid-19 e nel pomeriggio aveva riferito di avere mal di stomaco. Sul posto sono giunti i sanitari del 118, gli agenti della polizia municipale di Cosenza e il medico legale per le verifiche del caso. Si attende la decisione del magistrato.

Un’altra vittima anche a Bergamo:

Stazionaria, ricoverata in Terapia intensiva. «Il nostro unico obiettivo è curarla e guarirla», è quanto affermano i vertici dell’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo: qui, nell’Area critica che è diretta da Luca Lorini, è ricoverata dal 17 maggio una donna di 61 anni di Serina. È arrivata in pronto soccorso dopo giorni di pesanti disturbi: le sono stati diagnosticati eventi trombotici cerebrali e una piastrinopenia. Sono entrambi effetti collaterali, contemplati nel foglietto illustrativo, del vaccino AstraZeneca . E proprio quel vaccino è stato somministrato, nel centro vaccinale di Zogno, alla donna di 61 anni di Serina, due settimane prima che cominciasse ad accusare i sintomi, sempre più gravi, per i quali è stata poi trasportata d’urgenza al pronto soccorso del «Papa Giovanni» di Bergamo.

Come è previsto dalla prassi, è stata fatta la segnalazione alla farmacovigilanza dell’Aifa, Agenzia italiana del farmaco, dell’evento trombotico che ha colpito la sessantunenne. «Ma non c’è alcun indizio che possa far pensare al momento che l’evento trombotico che ha colpito la paziente sia legato alla somministrazione del vaccino. Né c’è evidenza di correlazione. Questo è lo stato dell’arte della situazione», rimarca Fabio Pezzoli, direttore sanitario dell’Asst Papa Giovanni XXIII. Né pare, peraltro, che i familiari in queste ore abbiano avanzato richieste di perizie e approfondimenti per la ricerca di eventuale causalità tra il vaccino e l’evento trombotico che ha colpito la donna.

È la prima volta che a Bergamo si registra un evento trombotico su una persona dopo il vaccino. E, va rimarcato, la fascia d’età della paziente ora ricoverata al Papa Giovanni in condizioni giudicate stazionarie, rientrava proprio in quella per cui sia l’Ema, Ente europeo di controllo sui farmaci, che Aifa avevano indicato l’utilizzo del vaccino prodotto da AstraZeneca. In precedenza, come è noto, la somministrazione di questo vaccino (il cui nuovo nome commerciale è ora Vaxzevria) era stata sospesa prima dall’Ema e poi dall’Aifa per procedere con approfondimenti in seguito a una serie di eventi trombotici che si erano registrati in diversi Paesi Europei (Italia compresa). La sospensione della somministrazione, che era in un primo momento consigliata dagli enti regolatori nella fascia d’età inferiore ai 60 anni, è stata poi annullata, e la somministrazione era ripresa, ma con l’indicazione sia di Ema, sia di Aifa, per un uso consigliato (ma non obbligatorio), nella fascia d’età dei 60 anni in su, target in cui non si erano registrati eventi trombotici in seguito al vaccino.

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