Che succede in Giappone se il treno arriva con un minuto di ritardo? Scuse pubbliche del macchinista e inchiesta

Di Eugenio Palazzini – Roma, 21 mag – Un treno arriva con appena un minuto di ritardo? Niente male, non sarà in perfetto orario ma poco ci manca. Più o meno ovunque un viaggiatore ne sarebbe ben lieto. In Italia potrebbe pure concedersi un caffè al bar della stazione, prima di recarsi – ipotizziamo – all’appuntamento di lavoro in programma. In Giappone no, nella terra del Sol Levante un misero minuto di ritardo è uno scandalo e il “colpevole” rischia grosso. La proverbiale puntualità dei treni nipponici non può certo essere messa in discussione da una distrazione, men che meno da un bisogno fisiologico.

Giappone, inchiesta aperta per il treno in ritardo di un minuto

Prova ne è quanto successo al conducente di un convoglio ad alta velocità, il noto treno “proiettile” Shinkansen, che si è fiondato in bagno lasciando il controllo del mezzo a un altro dipendente (non qualificato) delle ferrovie. E dire che il macchinista si è assentato per soltanto tre minuti, sufficienti per provocare il ritardo di un minuto sulla tabella di marcia. Mai inadempienza fu più intollerabile, perché lo “sbadato” conducente è stato giudicato subito malissimo, a tal punto che è stata aperta immediatamente un’inchiesta. A poco sono valse le scuse del conducente, che ha spiegato di aver lasciato il suo posto a causa di un mal di pancia improvviso e di aver chiesto gentilmente al suo collega di assumere per un attimo il controllo del treno con 160 passeggeri a bordo e che in quel preciso momento stava viaggiando a 150 chilometri all’ora.

Scuse pubbliche e provvedimenti in arrivo

Il sistema di controllo computerizzato ha notato il cambio “volante” e apriti cielo. Quel macchinista non si era coordinato con il centro di comando, cosa che avrebbe dovuto necessariamente fare. Così la direzione dell’azienda ha convocato una conferenza stampa, porgendo pubblicamente le proprie scuse agli utenti e assicurando che il macchinista poco zelante pagherà le conseguenze del suo gesto. Nel frattempo il macchinista, dopo essersi cosparso il capo di cenere, ha precisato di non aver avvisato il centro di comando prima di recarsi in bagno perché… si vergognava.

Eugenio Palazzini

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