Un altro prof di sinistra insulta Meloni: “Una turista vomitata dal pullman”. E poi il PD parla di “femminismo”?

Di – Ennesimo attacco via social da parte di un insegnante contro il partito di Giorgia Meloni. Questa volta, Fratelli d’Italia è stato preso di mira da Gabriele Di Luca, insegnante di italiano presso una scuola professionale di lingua tedesca dell’Alto Adige. Con parole poco lusinghiere, sulla sua pagina Facebook l’insegnante livornese ha definito la leader di FdI come: “Una di quelle turiste vomitate dai pullman che arrivano qui durante il mercatino”. A quel punto, il consigliere regionale di FdI Alessandro Urzì, con il quale Di Luca è da tempo in conflitto, ha inviato una lettera all’assessore alla scuola di lingua tedesca Philipp Achammer per segnalare, tra l’altro, un’altra frase scritta dallo stesso di Luca con la quale l’insegnante spiegava che “il giorno del ricordo è purissima propaganda fascista”.

Frasi che hanno provocato una forte presa di posizione da parte di Urzì: “Nei giorni scorsi un docente appartenente al corpo insegnante della Formazione professionale in lingua tedesca ha espresso via social parole severamente offensive verso l’On. Giorgia Meloni. Il docente in questione, Gabriele Di Luca, ha pieno diritto ad avere il suo orientamento ideologico e manifestare i suoi giudizi verso i temi politici e gli attori politici – continua il consigliere regionale – ma è meno giustificabile per un insegnante usare un modello espressivo verbalmente violento e non dignitoso che proprio per via del ruolo di formatore che svolge, non smette mai di essere modello per i propri alunni anche fuori dall’orario di servizi”, si legge nella lettera di Urzì che a questo punto esplicita le offese indirizzate al suo partito e alla sua leader.

“Le espressioni usate vanno dalla definizione di “questa brutta gente”, per gli esponenti del mio partito, alla presa in giro dell’On. Meloni per la sua inflessione regionale, la dichiarazione che la medesima sembrava “come una di quelle turiste vomitate dai pullman che arrivano qui durante il mercatino” per concludere con un “chiunque militi in Fratelli d’Italia rappresenta il peggio di questo paese” che giudico frasi inaccettabili nei toni e nella forma”, sottolinea Urzì.

A dimostrazione che tra i due non corra buon sangue, ecco un altro frammento della lettera inviata all’assessore competente per la scuola in lingua tedesca. “L’insegnante in questione si è espresso con giudizi sferzanti e da creare brivido verso la giornata della memoria, solennemente e annualmente celebrata dal Presidente della Repubblica e dedicata con legge dello Stato dalla Repubblica Italiana alle vittime dell’esodo dai territori orientali italiani”, aggiunge Urzì. Infatti, in un suo post Facebook del 2 marzo Di Luca scrive testualmente: “Sono contento di essere sempre nel cuore di Urzì. E comunque ribadisco: il giorno del ricordo è purissima propaganda fascista”. Sulla questione è arrivata a stretto giro di mail la risposta dell’assessore Achammer che secondo Urzì però “derubrica a posizioni personali le gravi espressioni verso il partito di Giorgi Meloni e la presidentessa stessa”.

Una risposta inaccettabile, secondo il consigliere Urzì, proprio in quanto Achammer non è solo assessore alla scuola in lingua tedesca ma anche: “Il capo della Svp, che è lo stesso partito che ha più volte definito FdI partito post-afascista”, conclude l’esponente di FdI. Infatti, nella sua risposta Achammer aveva spiegato di voler “prendere atto del linguaggio poco rispettoso dell’insegnante fuori dal contesto scolastico. A scuola Di Luca ha un rapporto positivo con gli studenti caratterizzato da rispetto reciproco nelle parole e negli atteggiamenti ma siccome come insegnante è rilevante essere un esempio ed un modello per i ragazzi, con tale ottica questo aspetto verrà ribadito alla persona interessata”, scrive l’Obmann della Svp che però nel passato aveva già condannato alcuni attacchi social, quella volta rivolti però alla sua persona e alla sua famiglia. Immediata anche la replica di Di Luca che, tra le altre cose, ci tiene a precisare di essere editorialista per il Corriere del Trentino e dell’Alto Adige.

“La pratica intimidatoria è purtroppo un mezzo al quale i politici ricorrono per punire gli estensori di opinioni a loro avverse, e in certi contesti sono addirittura la norma. Sulla mia pagina Facebook io non ho peraltro mai celato le mie posizioni. Quindi posso solo ripetere che nel caso del Giorno del Ricordo si tratta di una ricorrenza frequentemente strumentalizzata in chiave nazionalista o post-fascista (non capisco di cosa si stupisca Urzì, visto che nel simbolo del partito in cui dice di militare brilla ancora la fiaccola missina) e che l’impressione ricavata nell’assistere a una riunione di partito avvenuta anni fa qui a Bolzano non poteva configurarsi come esteticamente gradevole. Posso comunque tranquillizzare il Consigliere: nella scuola in cui insegno la politica resta sempre fuori dalla porta”, conclude Di Luca. Insomma, uno scontro tra la politica e chi si occupa di fornire le basi della conoscenza ai giovani che è destinata a non concludersi certo con questo botta e risposta.

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