Lutto in Gran Bretagna: è morto il principe Filippo, una vita dedicata alla Regina. 8 giorni di lutto cittadino

Di – Il principe Filippo ha smesso di soffrire. Il marito della Regina Elisabetta II, ritiratosi dalla scena pubblica il 4 maggio 2017, passerà alla storia per essere stato il principe consorte più longevo della monarchia britannica e per le sue numerose gaffe. Secondo le regole previste per i funerali della Casa Reale, le esequie del principe Filippo si svolgeranno nei prossimi 10 giorni nella St Georgès Chapel, del Castello di Windsor in “forma ristretta”, come ha chiesto lo stesso consorte della regina Elisabetta. Intanto, bandiere a mezz’asta a Buckingham Palace. Sono stati decretati 8 giorni di lutto in tutto il Regno Unito

L’adolescenza del principe Filippo

Philip Battenberg, nasce a Corfù il 10 giugno 1921, assume il titolo di principe di Grecia e Danimarca in quanto nipote del re di Grecia e nel 1947, prima del matrimonio con la Regina Elisabetta, cambia il suo cognome in Mountbatten per renderlo più inglese. Tale cognome è lo stesso scelto dal nonno materno, Luigi di Battenberg, il quale, dopo essere diventato cittadino britannico, aveva rinunciato ai suoi titoli di origine tedesca. Dopo la prima guerra mondiale, il re Costantino I di Grecia deve abdicare e, nel giro di breve tempo, la famiglia reale è costretta all’esilio.

Filippo cresce inizialmente in Francia, ma nel 1928 viene mandato a studiare nel regno unito e vive con la nonna Vittoria Alberta d’Assia a Kensington Palace e con lo zio Giorgio Mountbatten a Lynden Manor. Nel 1933, Filippo fu inviato alla Schule Schloss Salem in Germania, ma, con l’avvento del nazismo, si trasferisce in Scozia dove l’ebreo Kurt Hahn apre una nuova scuola. Nel 1939, Filippo entra nella Royal Navy e inizia la carriera militare. Partecipa alla Seconda Guerra Mondiale e, nel 1942, a soli 21 anni, diventa primo tenente della HMS Wallace e uno dei più giovani ufficiali della marina britannica.

L’incontro e il matrimonio con la Regina Elisabetta

Nel 1946, Filippo chiede a re Giorgio VI la mano di sua figlia, conosciuta sette anni prima. Il fidanzamento viene ufficializzato il 19 aprile del 1947, al ventunesimo compleanno di Elisabetta ma reso pubblico solo nel luglio dello stesso anno. Filippo rinuncia così ai suoi titoli reali greci e danesi e al trono della Grecia, si converte dalla religione ortodossa a quella anglicana e diventa cittadino britannico in quanto discendente di Sofia di Hannover. La coppia si sposa il 20 novembre 1947 e la cerimonia, celebrata nell’Abbazia di Westminster, viene trasmessa, per la prima volta, in diretta tivù dalla BBC. Filippo non fu incoronato assieme alla moglie, ma ottenne che Elisabetta gli prestasse particolare attenzione e gli imponesse le mani. Dopo il loro matrimonio, gli sposi vanno ad abitare a Clarence House e, nel 1948, nasce il primogenito Carlo, mentre due anni più tardi sua sorella Anna.

Filippo inizialmente prosegue la carriera militare che abbandona già nei primi anni ’50 per accompagnare sua moglie in un tour tra i Paesi del Commonwealth. Nel 1952 muore re Giorgio VI mentre la coppia si trova in Kenya. Elisabetta, una volta divenuta Regina, avrebbe dovuto assumere il cognome del marito ma la regina Mary di Teck, sua nonna si oppose e la casata regnante mantenne il nome di Windsor. Solo dopo la morte di sua nonna viene emanato un decreto per consentire l’uso del doppio cognome Mountbatten-Windsor. Nel 1956, il duca fonda il The Duke of Edinburgh’s Award assieme a Kurt Hahn, per premiare i giovani che dimostrano senso di responsabilità nei confronti delle loro comunità. Sempre nello stesso anno inaugura le Olimpiadi estive di Melbourne. Nel 1961 assume la presidenza del WWF britannico, nel 1986 ne diventa il presidente internazionale e dal 1996 è presidente onorario. Il principe consorte, oltre al WWF, nella sua lunga vita, è arrivato a presiedere circa 8mila associazioni benefiche.

Le gaffe del principe Filippo

A contraddistinguere il carattere del principe Filippo sono, però, le numerosissime gaffe che, molto spesso, hanno messo in imbarazzo la monarchia. Alcune volte si è corso il rischio concreto di dar luogo a crisi diplomatiche. Negli anni ’60, in piena guerra fredda, rispondendo a un giornalista che gli chiedeva se avesse voluto visitare l’Unione Sovietica, rispose: “Mi piacerebbe molto andare in Russia, anche se i bastardi hanno ammazzato metà della mia famiglia”. A metà anni ’90, rivolgendosi a un istruttore di guida scozzese, chiese: “Come fai a tenere la gente del posto lontana dall’alcol abbastanza a lungo da superare il test?”. Nel 2000, invitato a cena a Roma dall’allora premier Giuliano Amato che intendeva fargli cosa gradita offrendogli uno dei più pregiati vini italiani, replicò: “Datemi una birra, non mi interessa quale, basta che sia birra!”. L’anno precedente, in un’intervista ufficiale, parlando della possibilità di un’abdicazione della Regina in favore del figlio Carlo, disse: “Non penso che giovi all’immagine della monarchia avere un ottuagenario ai vertici. Inevitabilmente a una certa età le facoltà cominciano a venir meno. E ritengo che per questo sia senz’altro molto meglio lasciare il timone quando si è ancora nel pieno delle proprie capacità che aspettare fino a quando non ti cominciano a dire che è giunto il tempo di ritirarti perché sei diventato davvero tremebondo”. D’altronde, già nel lontano 1961, ammise: “Notoriamente non sono mai stato reticente nell’esprimere la mia opinione su argomenti di cui non so assolutamente nulla”.

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