L'Italia, un Paese di Vecchi (Politicanti) che mettono in gabbia i Giovani, col Coprifuoco


Non è un paese per giovani, non più. L’Italia è un paese per vecchi, e ci si chiede che male han fatto i nostri ragazzi a crescere in un tempo in cui, prima volta nel corso di generazioni, i vecchi non lasciano loro spazio, i vecchi decidono del loro futuro, i vecchi pontificano come tuttologi dagli schermi tv e dalle colonne dei giornali, lanciando strali moralistici e rimarcando una sola parola: prudenza

Che non è in questo caso la virtù dei forti, ma dei paurosi, di chi chiede che tutto stia fermo per non cambiare, per non essere escluso.

Non parliamo, ovviamente, dei vecchi soli e abbandonati, nelle famigerate Rsa o in alloggi miserabili; parliamo dei vecchi al potere, che se non son vecchi hanno una mentalità da vecchi.

Perché mai questo accanimento inspiegabile e irragionevole sul coprifuoco alle 22? Bloccare la movida?.

Come se non ci possa assembrare nei parchi al pomeriggio, o all’aperitivo delle 19. Come se con un po’ di accortezza non ci si possa assembrare di nascosto a bere e fumare anche in ore notturne.

Il coprifuoco evoca scenari di guerra, ed è ora di finirla col paragone della pandemia alla vita sotto le bombe, non scherziamo. Nessuno ha più un nonno (ah i vecchi di una volta, che raccontavano la vita e tramandavano i suoi valori) che spieghi cosa voleva dire avere il pane razionato, infilarsi in un rifugio, salutarsi la mattina senza sapere se ci si sarebbe visti la sera?

Ma la guerra la vivremo sulla nostra pelle, e gli anni 70 non sono così lontani nel tempo: se non si riapre il paese, vedremo di nuovo rabbia, e con essa violenza, e povertà in aggiunta...Continua su Articolo Originale...