La Marina turca difende i confini italiani meglio di Lamorgese: bloccato barcone con 109 clandestini diretto in Italia

Alessandro Giuli – A quanto pare la Turchia protegge i confini italiani meglio della nostra Guardia costiera. È notizia di ieri, infatti, che i militari di Ankara hanno bloccato la partenza di 109 migranti afghani e iraniani diretti in Italia da Smirne. Dalle rive dell’Egeo, stipati in un’imbarcazione vecchia e con il motore difettoso, i clandestini speravano di raggiungere direttamente le nostre coste evitando con attenzione quelle greche, poiché la gendarmeria ateniese sta attuando una severissima politica di respingimenti.

Noi, al contrario, in tre giorni abbiamo accolto un migliaio di nuovi arrivi tra Lampedusa, Pantelleria e altri luoghi di attracco. Tutti rigorosamente in zona rossa, in omaggio alla più recente consuetudine nazionale secondo la quale i cittadini vengono reclusi nelle loro abitazioni mentre ai migranti è tacitamente conferita una zona bianca, o zona franca, per transitare nei centri di accoglienza e poi scomparire.

Aerei e navi

Fa un po’ ridere che siano proprio i turchi, con la loro vocazione imperiale ottomana, a svolgere il lavoro che i responsabili italiani hanno stabilito di schivare; considerando peraltro che il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, nel novembre scorso preannunciava l’utilizzo di aerei e navi per pattugliare le coste di partenza dei gommoni e dei barchini. Risultato: nulla di fatto. E nel silenzio generale della classe di governo tecno-politica, l’ondata di sbarchi prosegue indisturbata, con l’aggravante di un omesso controllo rispetto al rischio pandemico al quale il Viminale s’ illude di poter sopperire, semmai, vaccinando i clandestini raccolti nelle navi quarantena (con quale procedura, quella per i soggetti a rischio o quella per le fasce d’età più deboli?). E così sembrano destinate a cadere nel vuoto sia le denunce dell’opposizione – «Proprio come accadeva con Conte, si favorisce l’invasione d’immigrati, spesso positivi al Covid e alle sue varianti, con il rischio di rendere vano ogni sforzo per contenere i contagi e sconfiggere il virus», ha detto il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida – sia le aspettative di liberazione degli italiani che nel fine settimana di Pasqua sono rimasti agli arresti domiciliari o giù di lì (e sarà così almeno fino al 20 aprile). In generale, è proprio il tema migratorio che sembra assente dall’agenda di Palazzo Chigi: il Partito democratico di Enrico Letta è ipnotizzato dal sogno di concedere lo ius soli con allegato il voto ai sedicenni (i due provvedimenti si tengono insieme, per chi non l’avesse compreso), il premier Draghi si concentra sulla campagna vaccinale o sui dossier economici e

la cabina di regia ammaestrata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, si prodiga nel pitturare l’Italia di un rosso fisso e invalicabile che mortifica le libertà costituzionali ma scolora subito quando si tratta del presidio dei confini nazionali. Né si può dire che le cose vadano meglio quando i magistrati si destano dal loro sonno ideologico e accendono una luce sui peccatucci delle Ong impegnate nel trasbordo dei migranti che cercano di raggiungere l’Europa dal Nordafrica. Ci sta provando, com’ è noto, la procura di Trapani che ha da poco chiesto il rinvio a giudizio di 21 persone collegate alle Ong Jugend Rettet, Save the Children e Medici Senza Frontiere, accusate di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Ebbene, esclusa la Lega di Matteo Salvini, nella compagine di governo non si è mosso un sopracciglio di fronte ai filmati diffusi dalle toghe con immagini di clandestini brutalizzati dagli scafisti sotto gli occhi dei volontari; tuttavia sta già montando la sollevazione collettiva per le circa 300 pagine di trascrizioni presenti nell’inchiesta e relative a conversazioni di giornalisti che non risultano formalmente indagati.

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