La Francia ci rimanda i clandestini. Macron usa il pugno duro, ma poi i cattivi “razzisti” sono gli italiani

Di Francesca Mariani – Le autorità francesi hanno rifiutato l’ingresso nel loro Paese a 23.537 «migranti irregolari provenienti dall’Italia» tra novembre dello scorso anno e marzo, vale a dire «più del doppio» rispetto lo stesso periodo dell’anno precedente. È quanto emerge da un rapporto della Polizia di frontiera francese (Paf), una cui anticipazione è stata diffusa da «Le Figaro». Nel documento si evidenzia che nello stesso periodo preso in esame per l’Italia, 12.288 persone «con documenti irregolari controllate al confine con la Spagna sono state respinte» prima di entrare in Francia, un aumento del 203% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Allo stesso tempo, 3.469 migranti irregolari sono stati intercettati nei dipartimenti limitrofi, in particolare nei Pirenei orientali.

Secondo il quotidiano francese, i dati dimostrano l’«efficacia» dei rinforzi dispiegati ai vari valichi con la Francia per contrastare l’immigrazione irregolare. «Le autorità francesi hanno rifiutato l’ingresso nel loro Paese a 23.537 migranti irregolari provenienti dall’Italia in cinque mesi (da novembre 2020 a marzo 2021). In Italia, invece, continuano ad arrivare migliaia di clandestini nel silenzio assordante del Governo: è una vergogna», ha dichiarato il Questore della Camera e membro della Commissione Affari Esteri Edmondo Cirielli, a seguito della pubblicazione sul quotidiano Le Figarò di un rapporto della Polizia di frontiera francese.

«Il premier Draghi e il ministro Lamorgese – prosegue il parlamentare di FdI – prendano esempio dalla Francia e si leggano bene Le Figarò. Non credo, infatti, che Macron, da sempre amico di Letta e del Pd, possa essere tacciato di essere un pericoloso fascista o razzista. L’invasione dei migranti irregolari, favorita in Italia anche dalle Ong sponsorizzate dalla sinistra, si può e si deve fermare. Finora, nonostante il cambio di maggioranza, mancata però la volontà politica. Mi auguro quindi – conclude Cirielli – che vi sia un immediato cambio di passo, come sollecitato più volte da Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni, attraverso l’istituzione del blocco navale e il rafforzamento dei rimpatri. Questa è l’unica strada per difendere i nostri confini e garantire la sicurezza degli italiani».

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