Sondaggio stronca AstraZeneca: per il 71% degli italiani è pericoloso e inefficace. Il 29,2% di masochisti lo approva

 – Gli italiani non ne vogliono più sapere di AstraZeneca: all’indomani dello stop cautelativo deciso dall’Aifa che si pronuncerà giovedì sulla sicurezza del siero italo-inglese, la fiducia degli italiani nei confronti di questo vaccino è calata al minimo storico.

“Solo il 29,2% si fida di AstraZeneca”

Secondo il sondaggio condotto da Affaritaliani.itben il 70,8% ritiene che AstraZeneca non sia né sicuro e nemmeno efficace. La ricerca è stata condotta da Roberto Baldassarri, Direttore generale di Lab2101 e professore all’università La Spienza di Roma. Soltanto il 29,2% del campione interpellato si fida ancora del siero AstraZeneca contro il Covid-19. In ogni caso, in attesa di saperne di più da Aifa ed Ema, il 74,7% degli italiani dà una fiducia generale ai vaccini pensando “che siano efficaci e non ne discute la bontà“, ha affermato Davide Ippolito, cofondatore di Reputation Rating, un motore di ricerca e comparazione di Brand basato sull’unico algoritmo brevettato che offre una valutazione completa, tangibile, affidabile e imparziale della Reputazione di Paesi e Organizzazioni.

Quale vaccino preferiscono gli italiani

C’è da dire, quindi, che non è scesa la fiducia nei sieri anti-Covid ma il capro espiatorio è soltanto AstraZeneca: effettivamente, il gradimento per il vaccino sviluppato da Oxford e Pomezia non ha mai goduto di molta popolarità a causa degli intoppi (poi risolti) durante i trials clinici, vaccino nato già male e che sta proseguendo peggio. Potendo scegliere, gli italiani deciderebbero di vaccinarsi con Pfizer/BioNtech: è quanto emerge dai dati riportati su Youtrend a cura di Euromedia Research, uno dei più importanti istituti operante in Italia nelle ricerche di mercato. Come si vede dal grafico, il 23,6% andrebbe su Pfizer, l’8,6% su Johnson & Johnson (vaccino ancora non in uso), il 7,6% su Moderna ed il 7,3% su Sputnik. Secondo questo sondaggio, soltanto il 2,7% si vaccinerebbe con AstraZeneca mentre il 2,8% preferirebbe altri vaccini ancora. Il 28,5% non espresso preferenze particolari e, mentre il 28,2% degli intervistati avrebbe detto di aver “paura” di fare il vaccino, il 65,3% non lo è, ottimo risultato in vista della famosa immunità di gregge che si raggiunge dal 75% dei vaccinati in su.

 

AstraZeneca è sicuro

Al di là del “tifo” e delle preferenze di ognuno di noi, è chiaro che AstraZeneca abbia subito una battuta d’arresto in questi giorni dopo le morti sospette dei militari in Sicilia ed il colpo di grazia della sospensione di ieri da parte dell’Aifa. Questo siero, però, rimane sicuro anche a discapito degli scettici: non è stata provata che la morte sia collegata alla vaccinazione e la sospensione è cautelativa per ottenere maggiori informazioni. Come ci siamo recentemente occupati (qui il nostro Focus), il Vice Presidente della Società Italiana di Ematologia, Sergio Siragusa, ci ha spiegato che “i vaccini non hanno un’inferenza diretta sulla coagulazione del sangue: il vaccino, qualunque esso sia, o perché agisce come Rna, o con un vettore virale o addirittura con la somministrazione di piccole quantità di virus, non agisce direttamente sulla coagulazione del sangue. Non c’è un meccanismo fisiopatologico ovvio che possa spiegare l’incremento di eventi tromboembolici dopo una vaccinazione, di qualunque genere”. I casi di coagulazione, fino a prova contraria, non sono da attribuire né alle vaccinazioni con AstraZeneca e nemmeno a quelle con qualsiasi altro vaccino. “Non c’è nessuna evidenza che una vaccinazione possa determinare, per il suo meccanismo d’azione o per le sue conformazioni caratteristiche farmacologiche, un’attivazione diretta della coagulazione”, ha spiegato al nostro giornale il Prof. Siragusa.

Aspettiamo giovedì per vedere come si pronuncerà l’Aifa: fin quando non c’è la sentenza e fino a prova contraria, l’imputato non può essere dichiarato colpevole.

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