Lockdown e coprifuoco, un poliziotto avverte: “Gli italiani stanno iniziando a ribellarsi e bisogna capirli”

Di – È partita la rivoluzione all’italiana. “La gente non la teniamo più” mi confida un amico nelle forze dell’ordine. “Prima capivano, collaboravano, adesso se li fermi ti rispondono: perché a me sì e a quell’altro no? Infatti sono sempre di più a ribellarsi, dovremmo sanzionare tutti, fermare tutti ma come si fa? Poi fare la faccia dura non serve e c’è da capirli, dopo un anno così nessuno è più disposto ad adeguarsi”. La rivoluzione all’italiana è paracula, emolliente.

Non usa i forconi, le escandescenze di piazza, semplicemente, un bel giorno, per qualche misterioso meccanismo il contagio dell’esasperazione, della reazione esplode, si propaga ovvero ciascuno fa come gli pare. Magari continuando a stigmatizzare gli altri. “Io obbedisco, ma quell’altro?”. Dice il cittadino che non ne può più: io al gioco ci sono stato, ho perso il lavoro e magari la casa, la salute ma la situazione non è mutata, non è migliorata e voi adesso venite a parlarmi di altri sacrifici, di soldi che non ci sono, di vaccini che non ci sono. Entro in una bottega e sento discorsi da bottega: “Conte era prepotente ma almeno fingeva umanità, questo invece fa cadere tutto dall’alto e poi chi lo vede mai?”.

Draghi il tecnico considera Palazzo Chigi come il consiglio d’amministrazione di una banca, le istituzioni come sancta sanctorum del potere, stanze ovattate con le quali il popolino non ha niente a che fare. La chiamano sobrietà ma è qualcosa di diverso, di molto diverso e non troppo democratico, qualcosa che in breve ti si ritorce contro. Ma il giornale unico del regime: “Draghi fa colazione col cappuccino e il cornetto biologico, si fa la barba da solo”. Come un giorno si diceva del re Vittorio Emanuele. L’informatore unico è molto bravo a servire, meno a capire; la sua insistenza sul disprezzo e la criminalizzazione dei normali, quel chiamare movida, degrado attività del tutto umane e naturali come uscire, sfiorarsi, respirare finisce per esasperare ancora di più, per rivelarsi controproducente. “Bisogna vaccinarsi tutti”, ma i vaccini non arrivano e non c’è niente di misterioso.

Diciamo le cose come stanno: le case farmaceutiche hanno il coltello per il manico e pretendono i loro pedaggi. Il Regno Unito, uscito dall’Europa, ha pagato, anche caro e poi è andato avanti. Ma nel falansterio europeo i cosiddetti centri decisionali sono venti, trenta, cinquanta e ognuno esige la sua tariffa. Ne deriva una confusione pari alla corruzione e la conseguente paralisi. Chi ci crede più che occorre “chiudere adesso per salvare la Pasqua”? Chi, quando le vere ragioni, di opportunismo politico, sono sotto gli occhi di tutti?

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