Covid: Precettazione Pasquale e Clausura di Popolo

 


L’Italia è ormai ridotta a un monastero di clausura nazionale. Dal precetto pasquale siamo passati alla precettazione pasquale, per la seconda volta.

Probabile che Draghi stia seguendo la linea restrittiva di gran parte dei paesi europei, a cominciare dalla Germania. È quella la sua stella polare, non certo il suo predecessore nullivendolo. È comprensibile dal suo punto di vista, come è comprensibile la delusione di molti italiani.

Quando scelse il suo governo e lasciò invariato il Ministero della Salute,  Draghi ha fatto una precisa scelta strategica.

Non ha voluto aprire conflitti politici e non ha voluto imbarcarsi in un’impresa difficile, ad alto rischio, inventando un’altra linea per fronteggiare il virus; si è limitato a cambiare gli anelli deboli sul piano tecnico, lasciando invariati quelli sul piano politico, sociale e perfino cromatico. E per il resto scommette tutto sul vaccino.

A noi fa male, è inutile negarlo, questa quarantena maledetta che ci ruba i giorni, i mesi, i Natali, le Pasque, i viaggi, il lavoro, le relazioni, la vita. Siamo tra quelli che avrebbero voluto tentare altre strade; ma quando in Europa si fa così quasi ovunque, quando la scienza in grandi linee suggerisce di fare così, allora capisci che puoi aggiustare qua e là, puoi insorgere contro le ipocrisie dei continui rinvii per la normalità, puoi chiedere interventi mirati per sanare singoli settori, puoi prendertela per i ritardi sui vaccini e in generale sulle misure da adottare che non possono essere sempre e solo restrittive nei confronti dei cittadini, ma non puoi fare molto altro...Continua su Articolo Originale...