Messaggi Vocali e Netiquette, parliamone

La crescente popolarità di social network solo audio come Clubhouse (e le funzioni analoghe in arrivo su Twitter) e dei messaggi vocali su WhatsApp e simili è un’occasione per riflettere sulle nuove forme di comunicazione e sui loro pregi e limiti. Sembra che la tendenza stia portando sempre più ad abbandonare la telefonata classica e anche il messaggio di testo in favore dei messaggi vocali.

Molti utenti trovano che usare un messaggio vocale invece di scrivere sia più veloce e renda più chiara l’intenzione e il tono di chi parla; inoltre è possibile produrli mentre si hanno le mani impegnate o quando manca la possibilità di concentrarsi su schermo o tastiera.

Ci sono poi tanti casi nei quali un messaggio vocale è l’unica via: analfabetismo, difficoltà a scrivere una lingua ma non a parlarla, dislessia, ipovisione o cecità, impossibilità fisica a scrivere. In questo senso i messaggi vocali sono estremamente utili e preziosi.

Ma attenzione agli abusi, soprattutto per lavoro. Molti mandano messaggi vocali semplicemente per pigrizia, senza considerare che mandare un messaggio vocale farcito di errori e di "uh.. eh...uhm..." e che non va al sodo, invece di scrivere, vuol dire che chi manda considera più importante il proprio tempo di quello di chi dovrà ascoltarselo. 

Leggere è di solito molto più veloce che ascoltare. E non sempre è possibile ascoltare un vocale, per esempio nei luoghi affollati o rumorosi, senza privacy, o nei quali si deve mantenere il silenzio e non disturbare gli altri. Inoltre non è possibile fare ricerche all’interno dei messaggi vocali per ritrovare un’informazione.

Considerate quindi l’opportunità di usare la funzione di trascrizione della voce, invece di un messaggio vocale, ovviamente ricontrollando che cosa ha capito il telefonino prima di inviarlo, per evitare malintesi. Oppure semplicemente rinviate l’invio di un messaggio fino al momento in cui potete fermarvi a scriverlo e comporlo in modo efficace e comprensibile. 

So che oggi può sembrare un’eresia, ma ricordate che potreste anche molto semplicemente telefonare

Il messaggio vocale, insomma, fa risparmiare tempo a chi lo manda ma lo fa spendere a chi lo riceve. E se qualcuno si offende e si giustifica dicendo che i vocali si possono ascoltare mentre si fa altro e invece i messaggi di testo richiedono di fermarsi a leggerli, suggerisco questa risposta: “In altre parole, mi stai dicendo che le cose che faccio sono così stupide e facili che posso farle anche mentre ascolto messaggi. Secondariamente, mi stai dicendo che i tuoi messaggi sono così poco importanti che posso ascoltarli mentre sto facendo altro.”