L'Italia si affida a “SuperMario” alla ricerca di fiducia e ottimismo


Occorre ridare certezze a cittadini e imprese dopo il barcamenarsi degli ultimi mesi. Il turismo aspetta serietà e la giusta attenzione. I soldi del Recovery Fund sono di tutti e sono debiti che dovremo ripagare. Basta demagogia o assistenzialismo, che non aiutano la ripresa. I partiti alla prova dell'unità.

Chissà se Draghi si dimostrerà davvero all’altezza del soprannome “SuperMario”. È ben vero che ha già salvato l’euro e l’intera Europa dal disastro finanziario quando era alla guida della Bce, ma oggi il compito che ha di fronte farebbe tremare i polsi anche a Superman. C’è un Paese da mettere in sicurezza dalla crisi sanitaria ed economica, ma c’è anche uno Stato da riformare e rivoltare come un calzino. Ci sono incrostazioni per decenni di incompetenza, lassismo e interessi criminali che hanno screditato le istituzioni. E a ciò si è aggiunto un tasso di demagogia e improvvisazione che negli anni ha contagiato tutta la classe politica che negli ultimi mesi ha dato il peggio di sé con scontri e polemiche ad ogni livello, in una sorta di guerra tra bande di tutti contro tutti.

È però con questa palude, fatta anche di trasformismo e incoerenza (dai populisti ai sovranisti, passando per gli immancabili “centristi” buoni per tutte le stagioni…) che Draghi dovrà fare i conti. E qui non si tratta solo di fare quadrare i bilanci o garantire lo spread: c’è da mettere le fondamenta di quella nuova Italia che dovrà, con fatica, ricostruirsi e tentare la ripresa non appena usciremo (perché comunque ne usciremo) dal tunnel della pandemia. Magari restituendo fiducia a quanti - baristi, ristoratori e albergatori in primis - si sono sentiti ingiustamente dimenticati o, peggio, puniti, dai go and stop decisi da Conte...Continua su Articolo Intero...