L’Austria si ribella alla dittatura social e sfida Facebook: “Arroganti! Ma non ci lasceremo intimidire”
Ora queste ultime pagine sono nuovamente consultabili, dopo che Facebook è corso ai ripari parlando di ”un errore”. Ma resta lo schiaffo che l’Australia non intende affatto digerire. Nessuno pensa a una casualità.
La decisione di imporre il blocco segue una proposta di legge in discussione in Australia e che prevede la possibilità di far pagare a Facebook e Google per la condivisione di news.
La proposta di legge è stata giudicata da Google e Facebook come ”penalizzante”. “Le azioni di Facebook rispetto all’Australia oggi, interrompendo i servizi di informazione essenziali sui servizi sanitari e di emergenza, sono state arroganti e deludenti”, ha detto il premier Morrison.
“Sono in contatto regolare con i leader di altre nazioni su questi temi. Semplicemente non ci lasceremo intimidire“, ha avvertito Zuckerberg. E ha consigliato a Facebook di collaborare, in modo costruttivo, con il governo, ”come di recente ha dimostrato di fare Google”.
Insomma l’Australia non sembra per nulla intenzionata a sottostare ai diktat di Zuckerberg. Che rischia ora di pagare, in qualche maniera, anche la vergognosa censura attuata contro Trump al quale l’imprenditore californiano ha bloccato, con un gesto da satrapo, Facebook e Instagram.
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