Il primario del Sacco smonta gli allarmisti per convenienza: “Qui solo venti ricoverati. Basta fare allarmismo”

 – “Non ci sono segnali di una terza ondata e bisogna smetterla con gli allarmismi”. A dirlo è il primario dell’ospedale Sacco di Milano, Maurizio Viecca, nel corso di un’intervista all’agenzia stampa Agi. “Al pronto soccorso dell’ospedale Sacco non c’è nessun affollamento di pazienti Covid. I ricoverati sono 20, un numero fermo da giorni, mentre nei giorni di picco se ne registravano più di 30“, assicura.

Nel giorno in cui la Lombardia finisce in zona rossa, e gli esperti profilano uno scenario epidemiologico da Apocalisse, il primario del Sacco rompe gli indugi: “Basta allarmismi“, dice. Sebbene la situazione non sia delle più rosee, la pressione sulle strutture sanitarie nel capoluogo meneghino appare tutt’altro che fuori controllo. “Nessun affollamento di pazienti Covid al pronto soccorso“, garantisce il professor Maurizio Viecca. “Ovviamente – aggiunge – siamo in allerta e pronti ad affrontare le emergenze, ma non c’è allarme. La storia dei virus peraltro insegna che diventano più contagiosi e meno letali per poter sopravvivere”.

Dall’inizio del 2020, più di 1 milione e 400mila screening oncologici sono andati persi nel marasma ingenerato dalla pandemia. Duemila carcinoma alla mammella, 1600 tumori della cervice e ben 3000 adenomi del colon sono stati oscurati dalla gigantesca ombra del Coronavirus. Così, mentre i bollettini dell’infezione terrorizzano l’Italia intera, le persone affette da altre patologie, specie per tumori e cardiopatie, finiscono nel dimenticatoio. “La mia preoccupazione è che questa campagna allarmistica distolga l’attenzione da chi ha altre patologie, gli altri malati non possono essere considerati di serie B. – spiega Viecca – Rischiamo di ripetere quello che è successo già in primavera quando chi aveva i sintomi dell’infarto non andava al pronto soccorso per paura del contagio.Qui al Sacco ora prendiamo al pronto soccorso solo chi che si presenta spontaneamente coi sintomi dell’infarto, ma non più chi chiama al 118, come da indicazioni in questa fase”.

L’evoluzione dell’epidemia dipenderà anche dal proseguimento della campagna vaccinale. Nelle strutture sanitarie della Lombardia, alla data del 14 gennaio, sono state effettuate 21.488 vaccinazioni anti-Covid. Il dato complessivo sale quindi a 148.971 somministrazioni dall’inizio della campagna comprendendo anche 835 vaccinazioni effettuate nei giorni scorsi e rendicontate ieri. “Nel giro di due tre mesi, se le vaccinazioni proseguono, inizieremo a vedere la luce”, conclude Viecca.

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