Il buonismo è già finito, lo schiaffo di Biden agli immigrati: “Non entrate negli Stati Uniti”. Misure ingenti al confine

di Paolo Lami – Le generose promesse elettorali, a costo zero, di Joe Biden per sostituire Trump alla Casa Bianca diventano adesso un grosso problema da gestire per lo stesso Joe Biden. Costretto, ora che sta per sedersi sulla poltrona di Trump, a fare esercizio di realismo e pragmatismo. Per esempio sulla rovente questione degli immigrati.

La pressione alle frontiere sud degli Usa si fa sentire. Ed ha i volti dei 9.000 immigrati honduregni disperati che si stanno dirigendo, come un’Armata Brancaleone, verso il grande sogno americano, fermamente convinti di poter varcare i confini, ora che Trump non c’è più e che Joe Biden è divenuto il presidente degli Stati Uniti.

Il Guatemala sta facendo da cuscinetto con le prime avanguardie di immigrati. Ma è in evidente difficoltà. Il Messico è vicino. E, da lì, l’America è ad un passo.

In campagna elettoraleBiden aveva largheggiato – per quel poco che costava farlo a parole – con le promesse sull’immigrazione, soprattutto all’America marginale, alle comunità di immigrati. E ora, giustamente, le comujità di immigrati passano all’incasso, l’immigrazione gli chiede di passare dalle parole ai fatti, di dare concretezza e sostanza alle promesse. Insomma di farsi carico di migliaia di disperati: chi fugge dalle strette economiche, chi dalla violenza. Tutti vogliono entrare negli Usa.

Sennonché, cancellare Trump e le sue regole è molto più facile a dirsi che a farsi. Soprattutto finché sei all’opposizione. E soprattutto quando devi farlo sull’immigrazione.

Per dire, Biden e i democratici avevano picchiato duro su Trump quando utilizzava i decreti esecutivi scavalcando il Congresso.

Ma ora Biden ha già fatto sapere che farà la stessa cosa. Già dal 20 gennaio, quando si insedierà.

Il team di Biden ha annunciato l’intenzione di firmare decine di ordini esecutivi nei primi giorni in carica del presidente eletto.

Il prossimo capo staff della Casa Bianca, Ron Klain, sta già preparando il terreno. Ed ha fatto filtrare strategicamente sulla stampa amica i punti del piano con cui Biden vorrebbe archiviare Trump e il trumpismo, nell’immediato su quattro temi fondamentalipandemia, crisi economica, ambiente e, appunto, immigrazione e squilibri razziali.

Tra i primi decreti che Biden si appresta ad approvare dopo l’insediamento c’è, secondo la Cbc, lo stop alla costruzione dell’oleodotto Keystone Xl, approvato da Donald Trump dopo il veto di Barack Obama.

Biden si potrebbe giocare la carta lo stesso dell’insediamento annullando il permesso all’oleodotto Keystone. Che attraversa alcune zone sacre ai nativi americani, gli indiani d’America.

Sulla questione immigrazione, invece, la faccenda per Biden si fa più complicata.

Soprattutto quando non si parla più di chi già ha due piedi sul suolo americano ma, magari è illegale. O dei figli di immigrati da legalizzare.

La questione spinosa riguarda, invece, chi si appresta a bussare al confine americano e si è oramai convinto, grazie alle larghe promesse di Biden, che è solo una questione di giorni. E poi le porte della tanto agognata America si spalancheranno, come per magia, grazie alla “generosità” della sinistra statunitense e delle politiche di accoglienza che Biden ha giurato di mettere in atto una volta sulla poltrona di presidente insediato e nel pieno delle sue funzioni.

Le cose, naturalmente, non stanno così.

E gli immigrati honduregni che stanno risalendo l’America Centrale, convinti di poter entrare negli Usa, lo stanno scoprendo, con amarezza, in queste ore.

Cosa significa? Che Biden gli ha dato l’altolà. Altro che generose promesse elettorali.

Scrive la Nbc news che il messaggio recapitato agli immigrati in marcia è chiaro: non venite ora!

Una doccia gelata per le migliaia di immigrati honduregni in viaggio

Sì, d’accordo, Biden aveva promesso la fine delle rigide politiche di immigrazione dell’amministrazione Trump. Che si concentravano sulla costruzione di un muro di confine e sulla limitazione dell’ammissibilità all’asilo.

Ma, appunto, una cosa sono le promesse elettorali di Biden, altra cosa è gestire il quotidiano degli Stati Uniti.

La Cbc dà voce ad un alto funzionario del team di transizione Biden. Che spiega, senza mezzi termini, come la percezione che l’amministrazione Biden sarà in grado di consentire a tutti i richiedenti asilo in arrivo di entrare negli Stati Uniti per presentare la loro richiesta il primo giorno è falsa.

Falsa. Con buona pace del buonismo radical chic.

“Se gli aspiranti emigranti dall’America centrale percepissero che ora è il momento di viaggiare negli Stati Uniti – annota la c c – il confine meridionale potrebbe essere rapidamente sopraffatto prima che vengano messi in atto sistemi per gestire l’afflusso”. Che si preannuncia imponente.

“La situazione al confine non cambierà dall’oggi al domani”, ha avvertito il funzionario nell’intervista esclusiva a Nbc News.

E quando si è trattato di scendere nei dettagli e di dire quando i richiedenti asilo potrebbero essere in grado di venire negli Stati Uniti e se saranno detenuti in attesa di un’udienza in tribunale il funzionario del team di transizione di Joe Biden ha declinato.

“Le stime parlarono di circa 9.000 migranti honduregni che fuggono da regioni a scarsità di cibo, devastate da due uragani, siccità e difficoltà economiche” osserva Cbc news ricordando che “venerdì notte, circa 2.000 persone della carovana”, sostanzialmente le prime avanguardie, “hanno travolto la polizia  guatemalteca e sono entrate in Guatemala”.

Ma, quel che è peggio, lo hanno fatto “senza esibire  alcuna documentazione” che possa dimostrare che sono “negativi al Covid”, ha lanciato l’allarme  l’Associated Press.

La carovana, nella quale vi potrebbero essere persone contagiate dal Coronavirus, “potrebbe arrivare al confine con gli Stati Uniti nelle prossime settimane”, secondo Cbc news. E questo – promesse elettorali o no – neanche un buonista radical chic come Biden potrebbe permettersi di consentirlo

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