Selvaggia Lucarelli attacca la “compagna” Concita: “È un’arrogante, tratta di male gli ospiti”

Di Elena Sempione – Roma, 9 set – Non è passata inosservata la puntata dell’altro ieri di In Onda su La7. Qui Concita De Gregorio, una vera colonna mediatica del pensiero dominante, aveva preso a sculacciate sia Luigi Di Maio sia il co-conduttore David Parenzo.

La spocchia, in effetti, era di chiara marca radical chic. Ma nel merito (green pass e obbligo vaccinale) Concita aveva ragione. In difesa di Giggino e Parenzo si è comunque subito schierata la primadonna del giornalismo italiano, l’irreprensibile Selvaggia Lucarelli, che ha attaccato Concita De Gregorio senza risparmiare un solo proiettile.

La Lucarelli contro la De Gregorio

In un articolo pubblicato su Tpi, infatti, la Lucarelli ha definito i modi della De Gregorio come «sbrigativi, sprezzanti, conditi da sorrisini nervosi attraverso i quali mostra forzatamente i denti (che nel linguaggio non verbale significano una cosa ben precisa: ti vorrei addentare la giugulare) e con una frequente espressione che copre tutte le scale di colori comprese tra il disprezzo e il compatimento».

E ancora: «Ospite il ministro Luigi Di Maio, lo stesso Di Maio ha respirato quell’imbarazzo che si respira a cena, di fronte a una coppia di amici con lui che tratta di merda la moglie o viceversa e tu balbetti qualcosa per sdrammatizzare, ma vorresti infilare la testa nell’insalatiera per l’imbarazzo».

Ma Selvaggia ha torto

Dal metodo, la Lucarelli passa a contestare alla De Gregorio anche il merito: «Sul tema virus e Green Pass la De Gregorio era di un’impreparazione tale che Parenzo e Di Maio al confronto parevano Fauci e Burioni». In pratica, Selvaggia rimprovera a Concita di aver detto che il passaporto verde non serve a ridurre i contagi, ma è uno strumento di controllo ed esclusione finalizzato a forzare le persone a vaccinarsi: «In pratica, a un anno e mezzo dalla pandemia, la De Gregorio non ha ancora capito le basi dell’epidemiologia», afferma tutta tronfia la Lucarelli.

Peccato, però, che sia proprio Selvaggia a non aver capito come funziona la faccenda. Lo stesso Andrea Crisanti, pretoriano delle chiusure e dell’immunizzazione di massa, ha candidamente ammesso che il passaporto vaccinale è «un incentivo alla vaccinazione, non è uno strumento di sanità pubblica. È una bufala pazzesca dire che col green pass creiamo ambienti sicuri, serve ad indurre le persone a vaccinarsi». Né più né meno.

Elena Sempione

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