Report choc dell’Aifa: 13 reazioni avverse gravi ogni 100mila dosi di vaccino. E Pfizer “minaccia”: “Vaccino agli under 12”

Da Il GiornaleTredici reazioni avverse gravi ogni 100mila dosi di vaccino. Questi i dati emersi dall’ottavo rapporto di farmacovigilanza dell’Aifa sui vaccini anti Covid tra il 27 dicembre 2020 e il 26 agosto 2021 per i quattro vaccini in uso nella campagna.

Nel periodo considerato, spiega l’Aifa, sono pervenute 91.360 segnalazioni su un totale di oltre 76,5 milioni di dosi somministrate (tasso di segnalazione di 119 ogni 100mila dosi), di cui l’86,1% riferite a eventi non gravi, come dolore in sede di iniezione, febbre, astenia/stanchezza, dolori muscolari.  Le segnalazioni gravi corrispondono al 13,8%, con un tasso di 13 eventi gravi ogni 100mila dosi.

Indipendentemente dal vaccino, dalla dose e dalla tipologia di evento, la reazione si è verificata nella maggior parte dei casi (80% circa) nella stessa giornata della vaccinazione o il giorno successivo e solo più raramente oltre le 48 ore successive. Buoni anche i dati che riguardano i giovani. Nella fascia di età 12-19 anni, dal V-Day del 27 dicembre 2020 al 26 agosto scorso, alla Rete nazionale di farmacovigilanza sono pervenute 838 segnalazioni di sospetti eventi avversi ai vaccini su un totale di 3,7 milioni di dosi, con un tasso di segnalazione pari a 22 ogni 100mila dosi somministrate. «La distribuzione per tipologia degli eventi avversi non è sostanzialmente diversa da quella osservata per tutte le altre classi di età» sottolinea l’ente regolatorio nazionale.

Ed è in arrivo anche il siero per la fascia 5-11 anni. «Nelle prossime settimane presenteremo globalmente alle autorità i risultati dei nostri studi e richiederemo l’autorizzazione del vaccino per questa fascia d’età anche in Europa» spiega la co-fondatrice della società tedesca BioNTech, Ozlem Tureci. «Stiamo già preparando la produzione», ha aggiunto Tureci, «il vaccino è lo stesso, ma con un dosaggio meno alto . Già da metà ottobre si potrebbero vaccinare in Germania i primi bambini sotto i 12 anni».

Se i dati sulla campagna vaccinale di massa sono rincuoranti, Aifa lancia invece l’allarme sull’utilizzo di un farmaco antivirale, inadatto a proteggere dal virus. Si tratta del Parvulan, contenente Corynebacterium parvum e privo di autorizzazione all’immissione in commercio in Italia, legalmente registrato e commercializzato in Brasile per combattere il Covid. Il farmaco, nato contro le infezioni dermatologiche e coadiuvante nel trattamento dell’acne ed efficace contro l’herpes, è stato prescritto come terapia per la prevenzione del Covid, in alternativa ai vaccini autorizzati. E si è rivelato pericoloso per un motivo: ha indotto chi lo ha assunto a sentirsi protetto dal Covid e a non vaccinarsi. «Al momento non esiste nessun farmaco che sostituisce il vaccino – ammonisce il farmacologo Silvio Garattini, fondatore dell’istituto Mario Negri – salvo gli anticorpi monoclonali che però hanno un’azione limitata nel tempo, a differenza della vaccinazione che dà una copertura a lungo termine».

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