Quasi 2.000 infermieri contagiati in un mese nonostante la doppia dose, i dati ISS. I Vaccini funzionano?…più o meno !

Antonio De Palma, presidente di Nursing -Up , apre una discussione molto viva con una sua intervista a Radio Cusano sul quanti infermieri, vaccinati, si stanno ammalando di Covid-19. vediamo le sue parole:

 I dati dell’Istituto Superiore della Sanità sono inconfutabili e non possono passare, pericolosamente, sotto traccia. 1848 operatori sanitari contagiati negli ultimi 30 giorni: numeri preoccupanti, se si pensa che sono trascorsi ben 17 mesi dall’inizio della Pandemia, e il 70% degli italiani, ovviamente compresi infermieri e medici, sono stati sottoposti alle due dosi di farmaco anti-Covid.

Cosa succede? Certo non ci troviamo solo di fronte alla problematica, fin troppo sottovalutata, della non totale efficacia dei vaccini. Lo sapevamo, noi infermieri, quando abbiamo deciso di sottoporci, coscientemente, in massa, alle somministrazioni. Ne erano e ne sono a conoscenza i cittadini. Ma non ci vengano a dire, di fronte all’esplodere delle varianti, che è tutto sotto controllo e che dovevamo aspettarcelo.

Vogliamo comprendere fino a che punto gli infermieri già vaccinati si stanno ammalando di nuovo, vogliamo sapere se questa impennata di casi è stata presa in considerazione dagli organismi di vigilanza al fine di valutare la reale efficacia del vaccino. Insomma, se in un contesto tanto ristretto, cioè quello degli ospedali italiani, dove il rischio di imbattersi nel virus è superiore, in un solo mese il numero dei nuovi operatori sanitari infettatati è schizzato a quota 2000 nonostante tutte le norme di prevenzione oggi applicate, dalle mascherina alle tute ed ogni quant’altro, cosa accadrebbe ai normali cittadini vaccinati, se ci fosse una recrudescenza di pervasività del Sars-Cov 2, e quindi se il virus tornasse a circolare, anche per poco tempo, nelle scuole, negli uffici o nei locali pubblici italiani dove non c’è lo stesso livello di utilizzo degli strumenti di prevenzione come invece accade nei nosocomi?

Naturalmente il sindacato si riferisce soprattutto ai recenti casi scoppiati nel Lazio che ha visto gli infermieri coinvolti come sospetti strumenti di diffusione del virus. Effettivamente sarebbe necessario avere dei dati nazionali completi, per poter sapere veramente quanti e quali siano i casi di vaccinati che sono rimasti contagiati, sia per una questione statistica, per conoscerne la diffusione, ma anche per sapere quale che sia stata la prognosi e il decorso.

Se un sindacato di categoria ha difficoltà nell’accedere ai dati, pensate come possono accedervi i cittadini, anche quelli con conoscenze di carattere scientifico appropriate, magari in statistica. Il fatto che si mantenga invece un riservo eccessivo da adito ai peggiori dubbi.

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