Lettera degli studenti accademici contro il Green Pass: “È discriminatorio, non si può accettare un ricatto simile”

Di Adalberto GianuarioByobluEgregio Direttore, Siamo un gruppo di studenti dell’Accademia di Belle Arti. Le scriviamo la presente per esprimere il nostro dissenso sull’uso in ambito accademico del cosiddetto “Green pass”, non ultimo per i risvolti discriminatori che questo implica in termini di diritto allo studio, tutela sanitaria e non di meno in ambito relazionale e sociale.

Ci teniamo anche a specificare che non siamo però “no vax”, come invece i media stanno etichettando e banalizzando chi per varie ragioni non può vaccinarsi (seppur non in possesso ancora di esenzione), così anche chi per libera scelta non vuole sottoporsi a suddetto trattamento. Noi studenti ci chiediamo quale sia la ragione di una simile discriminazione, non essendo il vaccino un presidio di tutela per la trasmissione del virus, in quanto, come già dichiarato dall’ ISS e dall’Aifa, sia vaccinati che non vaccinati sono invitati a seguire le norme anti-covid già conosciute, implicando il fatto che entrambe le categorie sono potenzialmente contagiabili e contagianti(1).

Fatto che rende il Green Pass un documento privo di fondamento ai fini del contenimento dei contagi e della prevenzione sanitaria. Riteniamo altresì che esso sia inapplicabile a causa dell’utilizzo e del trattamento dei dati personali e sensibili in contrasto con la normativa sulla privacy e con il regolamento. Inoltre, vogliamo sottolineare che alcune situazioni oggettive comporterebbero l’uso sistematico del tampone ogni 2 giorni, con un costo settimanale di €45 (laddove sia disponibile a costo mutuato di € 15); questo costo vivo di € 180 mensili è insostenibile per gli studenti, soprattutto trasferitisi, in particolare in un momento di difficoltà economica diffusa come quello attuale.

Questo conduce ad una impossibilità di seguire in presenza le lezioni teoriche, le lezioni laboratoriali, svolgere gli esami, effettuare le revisioni dei progetti e discutere le tesi, a meno che non ci si sottoponga ad un trattamento a cui liberamente ciascuno non vorrebbe essere soggetto (dovendo firmare peraltro un consenso informato per cui il sottoposto si assume tutte le responsabilità e accetta tutti i possibili rischi e ripercussioni sulla propria salute, rinunciando al diritto di indennizzo e risarcimento in caso di effetti collaterali).

Gli effetti collaterali sono una possibilità reale. Sul sito dell’Ema, al 21 agosto 2021, sono riportate le reazioni avverse più diffuse, come disfunzioni del cuore, problemi di coagulazione del sangue, disordini del sistema nervoso e altri effetti indesiderati come febbre, dolori muscolari e infezioni importanti da covid-19. La fascia più colpita risulta essere quella che va dai 18 ai 64 anni (2). Consideriamo il caso di Camilla Canepa e moltissimi altri affini, di ragazzi nostri coetanei o persone comunque sotto la fascia dei 50 anni (3).

Lei assicura e può prendersi la responsabilità di affermare che le sorti di queste persone vaccinate non diventino anche le nostre? Non si può accettare un ricatto simile sulla salute di un’intera generazione per non rinunciare al diritto allo studio. L’applicazione del green pass negli istituti scolastici e universitari costituisce, infatti, un vero ostacolo per il diritto allo studio e genera inevitabilmente divisioni e privilegi per certi gruppi di studenti, in un contesto che dovrebbe essere di inclusione.

Una situazione così varia e disuniforme potrebbe inoltre rappresentare un forte deterrente all’attrattività dell’Accademia per le nuove leve. Vorremmo considerare anche che il Consiglio d’Europa nella sentenza n.2361/2021
dichiara:

“[…]si invitano gli Stati a una corretta campagna di informazione, soprattutto relativa alla non obbligatorietà del vaccino, alla sua sicurezza e ai possibili effetti indesiderati, in modo da assicurare una scelta consapevole e libera, senza alcuna forma di discriminazione o svantaggio per coloro che decideranno di non sottoporsi al vaccino, sottolineando che eventuali certificazioni vaccinali dovrebbero avere solo lo scopo di monitoraggio.”

Siamo consapevoli del fatto che la complessa situazione che stiamo tutti vivendo non dipenda da Lei e siamo altrettanto consapevoli dei vincoli normativi in cui Lei è tenuto a muoversi, nondimeno delle responsabilità di cui è caricato. Ci domandiamo, però, se sia legittimo che, in assenza di una legge che predispone l’obbligo vaccinale anti-Covid, l’esecutivo possa limitare diritti e libertà costituzionali, in surroga di un obbligo che non esiste. Per cui si ribadisce innanzitutto che il Green Pass all’interno dell’Università è una misura impropria e discriminatoria per molti studenti e studentesse che non possono/vogliono vaccinarsi, possibilità garantita dal recente

Regolamento Europeo n. 2021/953.
Inoltre, l’estensione del Green Pass nelle università è una palese violazione anche del Regolamento Europeo e della Convenzione di Oviedo (Articolo 5 ed Articolo 6), nonché di queste altre fonti di diritto:

● dell’Art.34 (diritto all’istruzione);
● dell’ Art. 32 della Costituzione Italiana;
● della sentenza della corte costituzionale 307/1990 (che stabilisce che il bene della salute individuale non è sacrificabile per quella collettiva):
● dell’Art.3 (discriminazioni politiche) e l’Art. 10 (“L’ordinamento giuridico
italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente
riconosciute”) della Costituzione Italiana;
● della DICHIARAZIONE UNIVERSALE dei DIRITTI UMANI (Parigi 10 Dicembre 1948); ed in subordine:
● della CONVENZIONE DI GINEVRA con attenzione per la IVa (12 Agosto 1949);

● della CONVENZIONE EUROPEA per la SALVAGUARDIA dei DIRITTI dell’UOMO e delle LIBERTÀ FONDAMENTALI (Trattati di Roma, 4/11/1950);
● della LEGGE N° 848/1955 (ratifica ed esecuzione della Convenzione per la
salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 04/11/1950 e del protocollo addizionale alla convenzione stessa, firmato a Parigi il 20/03/1952;
● della LEGGE N°881/1977 (Ratifica del PATTO INTERNAZIONALE del 1966,
New York), pubblicato nel supplemento della G.U. n° 333 del 07/12/1977;
● della CARTA dei DIRITTI FONDAMENTALI dell’UNIONE EUROPEA (Carta di
Nizza, 7 Dicembre 2000-2007); si veda in particolare l’art. 3;
● della CARTA EUROPEA dei DIRITTI UMANI nella CITTÀ (Venezia, Dicembre
2002).

Vista l’imminente partenza del nuovo anno accademico ed ancor più vicina sessione autunnale di esami, e per la confusione che caratterizza tale situazione che ci rivolgiamo a Lei, per avere rassicurazioni e per dare voce alle nostre necessità nella certezza che verranno ascoltate e recepite, al fine di trovare una soluzione comune. Vorremmo pertanto chiederle come ha intenzione di organizzare le attività didattiche e le lezioni, in presenza e/o distanza, i laboratori e lo svolgimento degli esami, tenendo conto anche di quella percentuale di popolazione studentesca che, per necessità o volontà, non avrà il tanto discusso “green pass” ma che rispetta in ogni caso le regole di sana convivenza civile e di tutela della salute comune .

Certi della sua comprensione ed in attesa di un suo gentile riscontro, La ringraziamo per la disponibilità da Lei dimostrata.

Cordialmente,
i coordinatori delle Accademie italiane
Lista delle Accademie di Belle Arti e altre realtà AFAM rappresentate:

Accademia Albertina di Belle Arti di Torino
Accademia di Belle Arti legalmente riconosciuta di SANREMO “Isadora Duncan”
Accademia di Belle Arti di Brera
Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia
NABA – Nuova Accademia di Belle Arti di Milano
IED – Istituto Europeo di Design di Como
IED – Istituto Europeo di Design di Milano
Accademia di Danza KATAKLò “Giulia Staccioli”
Accademia di Belle Arti di Venezia
Accademia di Belle Arti di Verona
Accademia di Belle Arti “G.B. Tiepolo” di Udine
Accademia di Belle Arti di Bologna
LABA – Libera Accademia di Belle Arti di Firenze
Accademia di Belle Arti di Firenze
IED – Istituto Europeo di Design di Firenze
AI – Accademia Italiana di Arte, Moda e Design di Firenze
Accademia di Belle Arti di Carrara
Accademia di Belle Arti di Perugia
Accademia di Belle Arti di Macerata
IED -Istituto Europeo di Design di Roma
Accademia di Belle Arti di Frosinone
Accademia di Belle Arti di Roma
Accademia D’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”
ISIA – Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Roma
RUFA – Rome University of Fine Arts
Accademia di Belle Arti di Bari
Accademia di Belle Arti di Palermo
Accademia di Belle Arti di Catania
Accademia di Belle Arti “Mario Sironi” di Sassari

Fonti:
1) FAQ Vaccini – ISSAgenzia Italiana del Farmaco

2) Dati EudraVigilance

3) Morte di Camilla CanepaMorto a 31 anni tre giorni dopo il vaccinoVaccinato con doppia dose finisce lo stesso in ospedaleLa denuncia della
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