Vigili del Fuoco senza Green Pass “cacciati” dalla mensa e costretti al pranzo al sacco: direttiva choc a Modena

Di Giuseppe Leonelli Da eroi, sempre in prima fila nelle emergenze, a discriminati, costretti a consumare un pranzo al sacco fuori dalla mensa. E’ quello che accade ai vigili del fuoco di Modena che ad oggi non sono in possesso del Green Pass.

Il tema della situazione di disagio che vivono poliziotti, militari e vigili del fuoco italiani senza Green Pass, costretti a non entrare in mensa e perciò obbligati a consumare i pasti in piedi o seduti sui marciapiedi con un vassoio portato loro dai colleghi, senza un tavolo e una sedia, è noto.

Un divieto, quello legato alle mense, confermato dalla Circolare del 14 luglio del capo segreteria del Dipartimento della Pubblica sicurezza, Sergio Bracco. Ma a Modena la situazione di disagio risulta ancor più amplificata. Infatti, in base a un Ordine del giorno del Comando Vigili del fuoco di Modena del quale La Pressa è in possesso, ai vigili del fuoco senza green pass nella nostra provincia non viene fornito un pasto caldo come agli altri, ma un pranzo al sacco. Insomma, due panini da mangiare in fretta, prima dell’apertura della mensa per tutti i vaccinati.

La direttiva
‘Il personale che intende fruire del pasto al tavolo in sala mensa dovrà esibire agli addetti della Ditta Elior il cosiddetto “green pass” o “certificazione verde” – si legge nel documento emanato ieri -. Tutti coloro che, avendo diritto alla consumazione del pasto, non saranno in grado di esibire il predetto documento, avranno in consegna un pasto al sacco, la cui consumazione non potrà avvenire all’interno dei locali della mensa. Al fine di consentire al personale della ditta Elior la preparazione di un adeguato numero di pasti al sacco occorrerà effettuare la prenotazione degli stessi entro le 10 di ciascun giorno’.

E ancora: ‘Il ritiro dei pasti al sacco avverrà a partire dalle 12 e si chiuderà nel momento in cui avviene la chiamata di apertura del servizio mensa da parte dell’annuncio con altoparlante. Si precisa che, allo stato attuale, la disposizione discende da un obbligo pervenuto al personale della ditta Elior, pertanto, fino all’emanazione di direttive ministeriali in materia, la modalità di consumazione del pasto al sacco non è regolamentata; quindi, non vi è obbligo di consumazione all’aperto, ma solo il divieto di consumazione all’interno della sala mensa, gestita dalla ditta’.

I turni
Insomma, un pranzo al sacco da consumare non in mensa per vigili del fuoco chiamati a gestire emergenze ogni giorno sul territorio provinciale con turni per gli operativi di 12 ore, salvo straordinari, turni che – ovviamente – prevederebbero un pasto completo.

Giuseppe Leonelli

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