Barcellona, Corte di Giustizia nega la proroga del coprifuoco: “Misura non ha ragioni sanitarie, ma di ordine pubblico”

Da Il Messaggero – A Barcellona la Corte Superiore di Giustizia della Catalogna nega la richiesta di proroga del coprifuoco avanzata dal governo per le regioni con incidenza inferiore ai 250 casi su 100 mila abitanti. Secondo il tribunale la misura risponde a motivi di sicurezza o di ordine pubblico, e non di contenimento dell’epidemia di coronavirus.

Stop al coprifuoco a Barcellona, migliora la situazione sanitaria

Da domani stop al coprifuoco a Barcellona e in decine di altre località del nord-est della Spagna: il tribunale catalano ha approvato il coprifuoco solo in 19 dei 148 comuni che il Governo della Generalitat aveva inserito nella richiesta di estensione delle restrizioni da parte del Covid. La limitazione della mobilità notturna sarà applicata nei comuni che hanno un’incidenza cumulativa superiore a 250 casi diagnosticati per 100.000 abitanti.

Sulla stessa linea, i magistrati ritengono che la Generalitat non stia applicando il coprifuoco sotto parametri di contenimento della pandemia. «Le misure proposte non trovano giustificazione tanto in ragioni sanitarie, quanto in ragioni di sicurezza o di ordine pubblico, che devono essere curate mediante l’esercizio dei poteri ordinari di cui è titolare la propria Amministrazione», sostiene l’ordinanza. Ragione per la quale una misura che limita la libertà di movimento personale di questo tipo non è giustificabile.

Coprifuoco tra l’una e le sei di notte

La notizia è stata ripresa dai principali media iberici. Il coprifuoco è rimasto in vigore tra l’una di notte e le 6 del mattino per diverse settimane in più di 100 comuni della Catalogna, una delle zone più colpite dall’ondata di contagi estiva provocata principalmente dalla variante Delta del coronavirus. Visto il miglioramento della situazione sanitaria, il governo regionale ha abbassato la soglia dell’incidenza considerata sufficiente per giustificarne l’estensione e ottenere i permessi giudiziari corrispondenti.

Il coprifuoco era stato già prorogato lo scorso 5 agosto. In quest’occasione le autorità regionali avevano infatti chiesto di modificare il criterio secondo il quale la situazione di un comune è ad alto rischio: un’incidenza cumulativa di nuovi casi registrati negli ultimi 7 giorni uguale a superiore a 250 ogni 100.000 abitanti, e non più di 400 ogni 100.000.

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